February 6, 2018 / 8:10 AM / 7 months ago

Intesa SP, piano vede utili 6 mld in 2021, crediti deteriorati dimezzati

* Proposto payout 85% su 2018, 80% su 2019, 75% su 2020, 70% su 2021

* Cet1 visto al 13,1% al 2021 con impatti regolamentari, Basilea 4

* Punta a essere tra primi 4 operatori Danni in Italia, top 5 europea per private banking

di Gianluca Semeraro

MILANO, 6 febbraio (Reuters) - Intesa Sanpaolo alza il velo sul piano d’impresa 2017-2021 che vede a fine periodo utili per 6 miliardi di euro, il dimezzamento dello stock di crediti deteriorati e una generosa politica di dividendi.

Il piano conferma il ruolo di banca dell’economia reale con oltre 300 miliardi di contributo per il quadriennio 2018-2021, dice una nota.

Al 2021 il Cet1 si attesterà al 13,1% a regime, includendo gli impatti regolamentari compresi quelli di Basilea 4.

La banca ha annunciato anche i conti del 2017 che vedono un utile netto di 7,32 miliardi, grazie anche al contributo pubblico cash di 3,5 miliardi legato all’acquisizione di Veneto Banca e Popolare Vicenza. Senza il contributo, l’utile sarebbe di 3,813 miliardi.

Per il 2017 è confermata la distribuzione di dividendi cash di 3,4 miliardi, rispettando quindi in pieno il target complessivo di 10 miliardi nel quadriennio appena trascorso, previsto dal precedente piano. Si tratta di 0,203 euro per ogni azione ordinaria e di 0,214 euro per ogni azione di risparmio .

Nel nuovo piano gli obiettivi in termini di dividendi sono declinati secondo il payout: verrà distribuito l’85% dell’utile sul 2018, l’80% sul 2019, il 75% sul 2020 e il 70% sul 2021.

Per il 2018 è atteso un utile netto superiore ai 3,813 miliardi del 2017 senza contributo pubblico.

Il Cda ha deliberato la conversione obbligatoria delle risparmio in ordinarie con un rapporto di 1,04 ord per ogni risp senza conguagli cash e un beneficio atteso sul Cet1 di 18 centesimi di punto. Per gli azionisti ordinari è attesa una diluizione di circa 5,8%.

CREDITI DETERIORATI DIMEZZATI A 26,4 MLD, NPE RATIO AL 6%

Uno dei perni del piano riguarda i crediti deteriorati: al 2021 lo stock è visto dimezzato a 26,4 miliardi dai 52,1 miliardi di fine 2017 con un Npe/ratio che scende al 6% dall’11,9%, quindi di fatto vicino al target che, secondo fonti, avrebbe fissato la Bce in un medio/lungo termine per le banche italiane.

Dimezzate anche le rettifiche nette a 1,8 miliardi nel 2021 da 3,3 miliardi. Il costo del rischio è visto in calo a 41 centesimi di punto da 81.

Nessun accenno nel comunicato alle trattative in corso con Intrum Justitia per la piattaforma di servicing che fa capo a Capital Light Bank.

Intesa dichiara nel piano l’intenzione di conferire la piattaforma a una newco, che comprenderà l’attività di recupero e la Reoco (Real Estate Owned Company), che gestisce la valorizzazione degli immobili che provengono dalle garanzie. “Possibile” una partnership con un operatore industriale.

PARTNERSHIP IN ASSET MANAGEMENT E WEALTH MANAGEMENT IN CINA

La banca punta a rafforzare la fabbrica prodotto del risparmio gestito portando le masse gestite di Eurizon a circa 400 miliardi nel 2021 (dai 314 attuali). In questo settore valuta “una partnership con un operatore globale come possibile acceleratore della strategia”.

Obiettivo ambizioso nel settore Danni, settore nel quale punta a diventare una delle prima quattro compagnie assicurative in Italia con premi lordi a circa 2,5 miliardi dagli attuali 400 mila.

Nel private banking, infine, l’obiettivo è entrare nella top 5 europea per masse gestite con un flusso di raccolta netta getsita di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking pari a 55 miliardi nel 2018-2021.

Intesa valuta anche una possibile partnership in Cina nel wealth management con un primario operatore industriale locale.

CHIUDERA’ 1.100 FILIALI, COSTI IN CALO

Il piano prevede la riduzione della rete di filiali di altre 1.100 unità. Per il personale, inoltre, all’accordo già annunciato con i sindacati per l’uscita volontaria di 9.000 dipendenti entro il 30 giugno 2020 a fronte di almeno 1.650 assunzioni, si aggiunge un piano di riconversione di almeno 5.000 persone “verso ruoli ad elevato valore aggiunto”.

Nell’arco temporale del piano sono previsti risparmi di costi per 1,5 miliardi con una dinamica media annua negativa dei costi operativi dello 0,9% e obiettivo finale a 9,5 miliardi. Il cost/income è atteso al 45,4% dal 55,1% di fine 2017.

Il piano prevede poi “una solida generazione di ricavi”: è attesa una crescita media annua per gli interessi netti del 2,8% a 8,3 miliardi e per le commissioni del 5,5% a 10 miliardi, con proventi operativi netti visti a 20,8 miliardi (cagr del 4%).

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