January 26, 2018 / 10:11 AM / in 7 months

Diritti Serie A, trattativa privata chiusa, nuove offerte entro le 15 odierne

di Elvira Pollina

MILANO, 26 gennaio (Reuters) - Sono andati avanti fino alla tarda serata di ieri i negoziati tra i dirigenti della Lega Serie A e gli operatori media, nell’ambito della trattativa privata per i diritti pay tv delle stagioni del campionato 2018-2021 riservati al mercato italiano.

Lunedì, infatti, all’apertura delle buste, è emerso un divario di poco meno di 300 milioni tra le pretese della Lega (1,05 miliardi di euro l’anno) e il totale delle offerte più alte messe sul piatto dagli operatori della comunicazione (762 milioni di euro l’anno).

La Lega ha quindi dato corso alla trattativa privata, aperta a tutti quanti hanno manifestato interesse. Nei giorni successivi si è quindi lavorato per ridurre il divario tra le richieste dei club e le risorse che gli operatori, Sky e Mediaset in testa, sono disposti a mettere sul piatto.

In una nota la Lega Serie A fa sapere che gli operatori hanno tempo fino alle 15 di oggi, dunque, qualche ora in più rispetto al termine inizialmente indicato, per presentare le nuove offerte in busta chiusa.

Non è prevista, precisa la nota, alcuna variazione dei pacchetti oggetto di negoziato, e cioè il pacchetto B per piattaforma digitale terrestre, comprensivo delle partite di otto squadre, tra cui le big Juventus, Napoli, Milan, Inter, Lazio e Fiorentina più altri due club minori, e il pacchetto D, con relativi diritti accessori, non vincolato ad una piattaforma specifica e contenente le partite delle altre 12 squadre, tra cui Roma, Torino e Cagliari.

Per questi pacchetti le offerte di Mediaset e Sky presentate lunedì si sono rivelate le più alte ma entrambe risultano inferiori ai minimi per raggiungere l’obiettivo fissato per il prossimo triennio.

Nel dettaglio, Cologno ha messo sul piatto 200 milioni di euro l’anno per il pacchetto B, che ha invece una base d’asta di 260 milioni di euro.

Sky si è fatta avanti solo con 81 milioni per il pacchetto D e i relativi diritti accessori, la cui base d’asta complessiva è di 320 milioni di euro.

Restano congelate le offerte per gli altri pacchetti risultate sopra i minimi, ovvero quella di Sky per il lotto A, identico al pacchetto B ma destinato alla trasmissione su piattaforma satellitare e quella della stessa Sky per il pacchetto C, che comprende le partite delle stesse otto squadre di A e B ma senza alcuni contenuti premium, come gli highlights in diretta.

Sempre Sky ha offerto poco più del minimo per i diritti accessori connessi ai tre pacchetti A,B e C, mettendo sul piatto circa 50 milioni di euro.

Se anche le nuove offerte non dovessero garantire un ammontare complessivo giudicato congruo dall’assemblea dei rappresentati della Lega Serie A (è ragionevole pensare che l’asticella dei club non si possa abbassare sotto i 900 milioni) si procederà alla valutazione dell’offerta dell’intermediario indipendente.

Secondo quanto riferito da una fonte nei giorni scorsi, il gruppo spagnolo Mediapro, che gestisce tra l’altro i diritti esteri della Liga spagnola, avrebbe messo sul piatto fino a 990 milioni di euro l’anno per acquistare i diritti in blocco e poi distribuirli a terzi.

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