January 8, 2018 / 3:49 PM / a year ago

Gas, Antitrust boccia corridoio liquidità previsto da Strategia nazionale

ROMA, 8 gennaio (Reuters) - L’Antitrust boccia l’idea di un corridoio per la liquidità del gas costruito sui gasdotti che, attraverso la Svizzera, portano in Italia il gas del Mare del Nord.

Il parere negativo è stato inviato al governo e al Parlamento e pubblicato sul sito dell’organismo di controllo.

L’idea del corridoio è contenuta nel documento governativo Strategia energetica nazionale (Sen) e punta a ridurre il differenziale di prezzo del gas tra il mercato interno e i mercati del Nord Europa, intervenendo sui costi di trasporto lungo la direttrice di adduzione del sistema di gasdotti internazionali Tenp-Transitgas.

Dopo aver lodato il fatto che l’Italia abbia una strategia di lungo periodo nel delicato settore dell’energia, l’Antitrust entra nel merito della proposta.

La Sen prevede che si incarichi un soggetto “regolato di acquisire a prezzo pieno la capacità di trasporto dai detentori della medesima sulle varie tratte del predetto sistema di gasdotti e rivenderla su base ‘bundled’, cioè integrando i servizi delle varie tratte successive, attraverso aste che possano arrivare anche a remunerare al soggetto regolato il solo costo marginale del trasporto”.

Le eventuali perdite verrebbero coperte con un “apposita componente tariffaria a carico dei consumatori”.

In sostanza, il soggetto incaricato dovrebbe acquistare i diritti di trasporto dalle varie società - i produttori di gas o i proprietari dei gasdotti - ai prezzi massimi e poi rivenderli in asta compensando eventuali perdite a spese dei consumatori.

Il governo ha stimato un potenziale risparmio sul prezzo del gas fra i 100 e i 600 milioni. Ma secondo l’Antitrust, non solo non sarebbe certo il risparmio, ma si potrebbe incorrere in una procedura di infrazione per aiuti di Stato da parte della Ue se per gestire il corridoio venisse selezionata Snam.

L’autorità fa presente che il progetto prevede costi certi per i consumatori finali a fronte di benefici incerti e comunque non omogenei per le varie categorie di utenti finali.

Se poi la gestione dei diritti fosse affidata a Snam “ne potrebbero risultare violati i principi dell’unbundling”, secondo i quali il gestore della rete non deve svolgere compiti tipici di soggetti attivi in mercati posti a monte o a valle nella medesima filiera produttiva.

E questo, conclude l’Antitrust, “richiederebbe una attenta verifica della compatibilità della misura con la regolazione comunitaria di settore”.

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