December 22, 2017 / 1:44 PM / 6 months ago

PUNTO 2-Ilva, Gentiloni chiede ritiro ricorso, Emiliano difende ragioni

(accorpa take)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 22 dicembre (Reuters) - Il premier Paolo Gentiloni chiede di ritirare il ricorso al Tar contro il piano ambientale su Ilva, per evitare che salti la vendita del primo gruppo siderurgico italiano, ma il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ribadisce che l’iniziativa serve a tutelare la salute dei cittadini di Taranto.

Intanto, la viceministra allo Sviluppo, Teresa Bellanova, ritiene possibile tra gennaio e febbraio un accordo tra sindacati e ArcelorMittal, il gigante della siderurgia che ha acquistato Ilva lo scorso giugno.

L’accordo, e il via libera dell’Antitrust Ue atteso a fine maggio, sono le due condizioni per finalizzare l’acquisto della società, in amministrazione straordinaria da quasi due anni.

Ai fini antitrust oggi si è compiuto un passo importante, ovvero l’accordo preliminare di cessione da parte di Arcelor ad Arvedi delle acciaierie di Piombino.

Il ricorso al Tar di Lecce contro il piano ambientale modificato dal governo, che allunga al 2023 i tempi delle bonifiche a Taranto, rischia di far saltare l’operazione.

“Vi chiedo di ritirare il ricorso al Tar e di non mettere a rischio interventi per la bonifica ambientale e il lavoro che Taranto aspetta da anni”, ha scritto questa mattina Gentiloni a Emiliano e al sindaco tarantino Rinaldo Melucci, spiegando che il governo è disponibile a un confronto.

In una nota, Emiliano ha risposto di essere a disposizione del premier, “ove voglia incontrarlo per illustrargli le ragioni del ricorso e il punto di vista della Regione Puglia sul piano industriale e sul piano ambientale dell’Ilva di Taranto”.

Il ricorso, ha detto il governatore ed ex magistrato, “ha il fine esclusivo di tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori da uno stabilimento per il quale è attualmente in corso un processo penale per disastro ambientale e avvelenamento”.

Nell’estate del 2012 l’impianto di Taranto è stato parzialmente sequestrato dalla Procura nell’ambito di un’inchiesta sulle emissioni inquinanti fuorilegge, che nel corso degli anni avrebbero provocato la morte di alcune centinaia di persone.

Il ricorso di Emiliano e Melucci rappresenta una spada di Damocle sull’acquisto di Ilva perché se fosse accolto azzererebbe l’operazione.

C’è poi il rischio, fino ad oggi scongiurato, che ArcelorMittal chieda una garanzia di Stato per i 2,2 miliardi che intende investire in Ilva, garanzia che il governo non intende fornire.

Ieri la Commissione europea ha ordinato all’Italia di recuperare 84 milioni di euro considerati aiuti di Stato illegali nell’ambito di un prestito e della garanzia su altro un prestito forniti a Ilva tra il 2014 e il 2015.

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