December 4, 2017 / 10:16 AM / 7 months ago

Prysmian acquisisce General Cable per 3 mld dlr, aumento in cantiere

MILANO, 4 dicembre (Reuters) - Prysmian ha annunciato l’acquisizione, largamente attesa dal mercato, di General Cable Corporation sulla base di un enterprise value di circa 3 miliardi di dollari.

Prezzo elevato, quello messo sul piatto dal produttore di cavi per mettere le mani sul gruppo Usa e bruciare la concorrenza: 30 dollari per azione, con un premio dell’81% rispetto al prezzo raggiunto dal titolo General Cable il 14 luglio scorso, ultimo giorno di negoziazione prima dell’annuncio dell’avvio di un processo di analisi di alternative strategiche.

E il mercato ha inizialmente reagito in modo negativo, ma — forse memore dell’acquisizione nel 2011 dell’olandese Draka, che venne bocciata duramente per poi rivelarsi azzeccata dal punto di vista strategico — le vendite si sono progressivamente ridimensionate. Attorno alle 11, infatti, Prysmian cede lo 0,6%, a 28,33 euro, dopo aver toccato un minimo di 27,54 euro ed essere risalito sino a 28,5 euro. Scambi intensi: sono passati di mano circa 1,4 milioni di pezzi, pari a quasi il doppio della media a trenta giorni.

“Certamente Prysmian paga a caro prezzo (General Cable)”, spiega un analista che segue il gruppo guidato da Valerio Battista. “Ma attendiamo l’apertura di Wall Street: sarà il vero banco di prova”.

In una breve nota a commento dell’operazione, un broker internazionale sottolinea che il prezzo pagato è alto, ma le sinergie annunciate “sono significativamente più elevate di quanto riteniamo si attendesse il mercato”.

L’1 dicembre scorso Reuters aveva anticipato che Prysmian stava mettendo a punto l’offerta vincolante per General Cable.

Il perfezionamento della transazione, approvata dai cda e raccomandata agli azionisti dal board di General Cable, è previsto entro il terzo trimestre dell’anno prossimo, si legge in un comunicato, “previa approvazione degli azionisti rappresentanti almeno la maggioranza del capitale avente diritto di voto, approvazione delle autorità competenti e altre condizioni sospensive tipiche per questo genere di transazioni”.

Sulla base dei risultati pro-forma aggregati relativi ai dodici mesi chiusi al 30 settembre 2017, il gruppo combinato avrebbe generato un fatturato di 11,085 miliardi di euro, un ebitda adjusted di circa 930 milioni e un ebit adjusted di 686 milioni. Il nuovo soggetto sarà presente in più di cinquanta paesi, con circa 31.000 dipendenti.

SINERGIE PER 150 MLN IN CINQUE ANNI

Prysmian stima che, a seguito della combinazione, il gruppo sarà in grado di generare circa 150 milioni di euro di sinergie di costo, “a regime e al lordo degli effetti fiscali”. Battista ha precisato che gran parte delle sinergie si concretizzerà nei primi tre anni. Le sinergie arriveranno principalmente dal miglioramento della strategia di approvvigionamento, da un efficientamento dei costi generali e dall’ottimizzazione della struttura produttiva. I costi straordinari di integrazione sono stimati pari a circa 220 milioni di euro.

Gli azionisti di Prysmian beneficeranno di un incremento dell’utile per azione stimato nel 10-12% già entro il primo anno successivo al perfezionamento.

La transazione verrà finanziata attraverso un mix di nuovo debito (c’è già “l’impegno alla sottoscrizione da parte delle banche finanziatrici”), cassa disponibile e linee di credito esistenti. La leva finanziaria pro-forma post-acquisizione sarà pari a circa 2,9 volte l’ebitda adjusted. Con la conversione del bond per 300 milioni, inoltre, il debito pro-forma a fine 2017 sarà pari a 2,725 miliardi.

Il cda di Prysmian ha richiesto al chief financial officer, Pier Francesco Facchini, di valutare un aumento di capitale “o altre operazioni simiilari”, per un aummento massimo di 500 milioni di euro.

Nel corso della conference call di presentazione dell’operazione Facchini ha definito “molto probabile” la ricapitalizzazione, parlando di “emissione di strumenti equity”, utile anche per cogliere altre opportunitè di crescita per linee esterne. La conference call si è tenuta dagli Usa, quindi in piena notte. Il cfo ha aggiunto che la situazione finanziaria del gruppo “è molto solida e sostenibile”, e che dalla combinazione ci si attende la generazione di 400 milioni di free cash flow. Facchini, inoltre, ha stimato in 35-40 milioni le sinergie aggiuntive derivanti dal miglioramento delle condizioni di finanziamento.

Battista, infine, ha illustrato le caratteristiche del gruppo che nascerà dall’integrazione di General Cable in Prysmian: il 54% dei ricavi arriverà dall’area Emea, il 28% dal Nord America, il 9% dall’America Latina e il 9% dall’area Asia Pacifico. Guardando ai segmenti di business, il nuovo soggetto vedrà il 36% dei ricavi generati dalle utility elettriche (includendo power distribution, alto voltaggio e cavi sottomarini), il 26% dalle infrastrutture elettriche, il 20% dalle costruzioni e l’11% dalle comunicazioni.

Goldman Sachs e Mediobanca agiscono in qualità di consulenti finanziari per Prysmian, mentre Wachtell, Lipton, Rosen & Katz è il consulente legale. JP Morgan Securities svolge il ruolo di consulente finanziario per General Cable, mentre Sullivan & Cromwell LLP è il consulente legale.

(Claudia Cristoferi, Massimo Gaia)

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