November 30, 2017 / 2:30 PM / a year ago

Iren, su Acam La Spezia comuni orientati a entrare con circa 2% nel capitale - AD

MILANO, 30 novembre (Reuters) - Iren si aspetta che i comuni azionisti di Acam La Spezia scelgano di entrare nel capitale della utility di Torino, Genova, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, con una quota intorno al 2%, piuttosto che accettare solo contanti per la vendita del 100% della società. E’ quanto ha sottolineato l’AD della multitutility, Massimiliano Bianco, a margine della conferenza Italian local utility organizzata da Equita.

“Restiamo fiduciosi che entro l’anno ci sia chiarezza rispetto all’offerta che abbiamo presentato a fine maggio, che è stata valutata positivamennte a giugno e, nei mesi successivi, il lavoro è arrivato a una definizione di tutti gli elementi contrattuali e di accordo che ci aspettiamo siano sottoposti ai consigli comunali”.

“Riteniamo che entro l’anno si esprimerà un numero di consigli comunali sufficiente a dare certezza verso un sì o un no all’operazione”.

L’offerta vincolante di Iren per il 100% di Acam, utility che svolge servizio idrico e smaltimento rifiuti nella provincia di La Spezia, prevede la possibilità da parte dei comuni di prendere il cash fino alla metà dell’importo. Relativamente a questo aspetto, Bianco ha sottolineato che si tratta di “di una offerta mista a discrezione dei comuni di La Spezia con un minino del 50% di azioni di nuova emissione fino ad arrivare al 100% in contanti. Ci aspettiamo una larga adesione in azioni e questo lo viviamo con favore perché incrementerà la nostra base azionaria”.

Bianco ha quindi precisato che i soci pubblici “preferiscono diventare azionisti stabili di Iren e unirsi agli altri azionisti pubblici. L’ordine di grandezza, nel caso di adesione larga da parte dei comuni spezzini, è del 2%”.

Se così fosse i comuni azionisti di Acam entreranno, pertanto, nel patto di sindacato che goverma la utility Iren. “Il nostro patto di sindacato già prevede la possibilità di una adesione da parte di nuovi azionisti pubblici, che portano azioni per queste operazioni aggregative, di aderire al patto. L’auspicio è che condividano questo patto di sindacato”.

Infine, Bianco non si dice preoccupato dal possibile eccesso di carta che potrebbe arrivare sul mercato con le annunciate cessioni di 5% circa da parte di Torino e Genova e dello 0,8% reso noto ieri da Reggio Emilia, “Nell’ultimo anno e mezzo, nonostante più volte ci siano state comunicazioni di indirizzo sulle vendite di quote, una grande pressione sul titolo non l’abbiamo avuta. Sono tutte azioni nel patto, ma dichiarate come disponibili alla vendita”.

(Giancarlo Navach)

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