November 30, 2017 / 12:00 PM / 9 months ago

PUNTO 1-Italia, da prezzi e occupati sintomi economia ancora bisognosa di supporto

    * Grafici sull'economia italiana in tempo reale tmsnrt.rs/2bxVe8n

 (aggiunge dettagli, commenti)
    di Elvira Pollina e Valentina Consiglio
    MILANO/ROMA, 30 novembre (Reuters) - L'Italia si avvia a
chiudere quest'anno con la crescita migliore dal 2010 ma i
numeri diffusi su mercato del lavoro e prezzi al consumo
evidenziano ancora i sintomi di un'economia che stenta prendere
slancio contando sulle proprie forze.
    Per quanto riguarda l'inflazione, l'indice nazionale dei
prezzi al consumo Nic ha frenato a +0,9% su anno a novembre da
+1,0% di ottobre, mentre le attese degli economisti convergevano
su +1,1%. 
    Si tratta, sottolinea Istat, della terza frenata mensile
consecutiva, accompagnata da un rallentamento dell'inflazione di
fondo, cioè al netto di energetici e alimentari freschi, che su
base annua è scesa a 0,4% da 0,5% di ottobre.  
    Nella media d'anno, secondo Loredana Federico, economista di
UniCredit, l'inflazione italiana dovrebbe attestarsi a 1,2% dopo
la marginale flessione dei prezzi registrata nel 2016 per la
prima volta dal 1959.
    L'inflazione armonizzata ai parametri europei è rimasta
stabile a 1,1% su anno, mentre nella zona euro a novembre i
prezzi al consumo sono saliti di 1,5% da 1,4% di ottobre, un
decimo inferiore alle attese. Nel blocco della valuta unica
l'inflazione di fondo è rimasta ferma a 1,1%.
    La staticità di quest'ultima, probabilmente, indurrà la
Banca centrale europea ad evitare fughe in avanti nella
riduzione dello stimolo monetario, nonostante all'interno del
consiglio il dibattito, alla luce del rafforzamento della
crescita, presumibilmente prenderà vigore nei prossimi mesi.
    "Continuiamo ad ipotizzare che l’inflazione di fondo
aumenterà molto lentamente e che la Bce perseguirà pertanto un
piano di uscita estremamente cauto", scrive Nicola Nobile,
economista di Oxford Economics, in una nota di commento al dato.

    MERCATO DEL LAVORO ITALIANO FERMO IN OTTOBRE 
    Tornando all'Italia, per quanto riguarda il mercato del
lavoro, i dati Istat di ottobre certificano una sostanziale
stabilità.
    Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile a 11,1%, come
da attese, a fronte di variazioni congiunturali trascurabili del
numero di occupati, disoccupati e inattivi rispetto a settembre.
    "La creazione di occupazione si è fermata, ma abbiamo
davanti una fase di crescita economica, quindi ritengono che la
crescita dell'occupazione riprenderà", prevede Federico, secondo
cui il tasso di disoccupazione, nella media di quest'anno il
tasso di occupazione dovrebbe attestarsi a 11,3% per scendere
poco sotto l'11% nel 2018.
    Tale lentezza è imputabile anche alla continua riduzione del
numero di inattivi, che in parte poi vanno a confluire nella
platea dei disoccupati.
    Nel confronto su base tendenziale il miglioramento è
comunque evidente: rispetto ad ottobre 2016 gli occupati sono
cresciuti di 246.000 unità (+1,1%) e i disoccupati sono calati
di 140.000 unità (-4,6%). La platea degli inattivi si è ridotta
di 183.000 unità (-1,4%).
   Nella zona euro, comunque, a novembre il tasso di
disoccupazione è sceso a 8,8% da 8,9% di settembre, allargando
lievemente il gap creatosi negli anni dla crisi. 
    
    NUOVI CONTRATTI SOPRATTUTTO A TERMINE
    Tornando al mercato del lavoro italiano, per quanto riguarda
la tipologia di contratti, si conferma la predilezione delle
imprese per le assunzioni a termine: i dipendenti a tempo
determinato su base mensile sono cresciuti di 17.000 unità su
mese e di 350.000 unità su anno. 
    Gli assunti a tempo indeterminato, tramite la tipologia
contrattuale introdotta dal Jobs Act, provvedimento bandiera del
Partito democratico, che ha eliminato per i nuovi assunti
l'obbligo di reintegro in caso di licenziamento illegittimo e
ridotto gli oneri di licenziamento a carico dell'impresa sono
cresciuti di appena 39.000 unità rispetto a novembre 2016.
    Quest'anno, gli sgravi contributivi per le nuove assunzioni,
che avevano dato una spinta considerevole ai contratti a tempo
indeterminato nel 2015-2016, sono stati parzialmente confermati
solo per l'assunzione di disoccupati nel Mezzogiorno.
    Nel trimestre agosto-ottobre gli occupati a tempo
indeterminato hanno registrato addirittura una flessione di
14.000 unità rispetto al trimestre precedente.
    "Credo che le imprese abbiano sfruttato gli incentivi per
assumere a tempo indeterminato negli anni scorsi e, soprattutto
nel settore dei servizi, abbiano optato per assunzioni a tempo
determinato, restando prudenti anche in una fase economica
migliore delle attese, che le ha forse un po' sorprese ",
commenta Federico. 
    
    PIU'OCCUPATI OVER 50, GIOVANI AL PALO
    Per quanto riguarda le classi di età, la crescita degli
occupati più consistente rispetto ad ottobre 2016
(+340.000,+4,3%) si registra tra i 50-64enni, per effetto
dell'innalzamento del'età pensionabile , mentre tra 25-34enni
l'aumento è stato appena di 11.000 unità, pari allo 0,3%. 
    Proprio alla fascia under 30 sono destinate le risorse
previste per l'anno prossimo dalla Legge di Bilancio 2018,
attualmente all'esame del Parlamento, al fine di incentivare
nuove assunzioni tramite sgravi contributivi.
    
    
    
    Per una panoramica su mercati e notizie in lingua italiana
con quotazioni, grafici e dati, gli abbonati Eikon possono
digitare nel Search Box di Eikon "Pagina Italia" o "Panorama
Italia" 
    
    Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.
Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia  
    
    
    
0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below