November 22, 2017 / 2:25 PM / 9 months ago

PUNTO 1-Mps, al 2016 Npl tra 190.000 debitori, Antonveneta non decisiva - Bankitalia

(Aggiunge dettagli)

ROMA, 22 novembre (Reuters) - I crediti anomali della Banca Mps a fine 2016 erano ripartiti tra quasi 190.000 debitori, distribuiti lungo tutta Italia e per l’84% riferiti a imprese per lo più medio-piccole.

Lo ha spiegato Carmelo Barbagallo, capo della vigilanza della Banca d’Italia, nell’audizione davanti alla Commissione parlamentare che indaga sulla crisi delle banche degli ultimi anni e che oggi esamina il caso della banca senese.

“I prenditori che hanno ricevuto prestiti singolarmente superiori a 25 milioni sono 107 e rappresentano, per ammontare, il 12,7% del credito deteriorato totale. I dati disponibili non mostrano un contributo decisivo di Banca Antonveneta agli npl di Mps”, ha detto.

All’atto dell’acquisizione, ha spiegato Barbagallo, i prestiti della ex banca veneta “presentavano una rischiosità più accentuata rispetto a quelli del Monte, ma la loro incidenza su quelli del gruppo era di poco superiore al 20%.

A fine 2016, la quota di crediti deteriorati erogati nel Nord-Est è pari al 18% degli Npl del gruppo.

Nel corso dell’audizione Barbagallo ha dato altri dettagli accertati da Bankitalia sulla qualità del credito di Mps.

La genesi del credito deteriorato risulta per il 40% precedente al 2008 e per il 40% nel periodo 2008-2012, ha spiegato il capo della vigilanza.

“Non abbiamo rilevato particolari concentrazioni territoriali, non c’è evidenza dei fatti”.

I criteri di erogazione del credito “non erano completamente adeguati, ma quell’indicatore del 35% (Npl rispetto al totale dei prestiti, tra 2014 e 2016) va letto anche in termini statistici”. Nel 2014, spiega Barbagallo, si stabilizza il numeratore mentre il denominatore scende e fa salire il rapporto al 35% diventando anche il doppio del sistema.

Secondo una tabella mostrata da Barbagallo, i prestiti totali di Mps sono scesi da 147,8 miliardi a 142 l’anno successivo e poi 134 e 132 miliardi. I deteriorati nello stesso periodo sono passati da 36 miliardi del 2013 a 45,3 miliardi, poi 46,7 e 45,6 miliardi, con il Npl ratio che passa da 36% del 2013 a 31,9% del 2014 e poi 34,8% e 34,5%.

“Sicuramente è stato un modo non buono di erogare credito ma enfatizzato dal fatto di non aver più altro credito da erogare” e aver dovuto chiudere i rubinetti facendo scappare i clienti buoni e restare quelli meno buoni.

(Stefano Bernabei)

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