10 novembre 2017 / 09:24 / tra 11 giorni

Ubi Banca, utile 9 mesi a 702 milioni con 3 banche, 167,3 mln senza one-off

MILANO, 10 novembre (Reuters) - UBI Banca chiude il terzo trimestre con un utile, al netto delle poste non ricorrenti, in calo a 37,3 milioni dai 43,7 milioni del secondo trimestre, ma con un margine di interesse in lieve crescita (+1,1%) a 402,5 milioni sempre rispetto al trimestre precedente che per la prima volta comprendeva Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti.

I nove mesi, che comprendono 9 mesi di Ubi Banca e 6 mesi delle tre banche neoacquisite, vedono un utile al netto delle poste straordinarie di 167,3 milioni di cui 190,1 milioni di Ubi stand alone (-500,8 mln nei 9 mesi del 2016) e -22,9 milioni delle tre banche. Includendo le poste non ricorrenti, l‘utile netto cresce a 702 milioni, con i 112,6 milioni di Ubi, -26,5 milioni delle tre banche e con il “bargain purchase” legato alll‘allocazione del badwill derivante dalla loro acquisizione per 616,2 milioni.

Al 30 settembre il Cet1 consolidato fully loaded è salito all‘11,54% dall‘11,32% di fine giugno, quello Phased-in all‘11,65% da 11,42%.

Gli impieghi in bonis si attestano a 85,5 miliardi (+1,1% da fine 2016 e -0,4% rispetto a giugno 2017), i crediti deteriorati netti a 8,4 miliardi (-9,1% da fine dicembre e “in lieve riduzione” rispetto a giugno).

Nel terzo trimestre sono state iscritte rettifiche di valore nette per deterioramento crediti per 135 milioni da 147,8 milioni nel secondo trimestre; hanno contribuito in modo positivo le tre banche acquisite per 31,9 milioni e rettifiche di UBI Stand Alone per 167 milioni.

Includendo i crediti stralciati, la copertura del totale crediti deteriorati si attesta al 48,6% (era il 44,6% a fine 2016 e il 48,8% a giugno).

L‘insieme di questi risultati, dice la nota, conferma la fattibilità del piano industriale 2020, compreso l‘obiettivo di contenimento degli oneri operativi. Ubi prevede di mantenere il trend di miglioramento del costo del credito complessivo e si aspetta una ulteriore discesa del default rate, a settembre pari su base annualizzata all‘1,8%.

Confermati i tempi di integrazione delle nuove banche.

Al riguardo il consigliere delegato Victor Massiah ha sttolineato in una nota che le tre banche acquisite stanno raggiungendo molto più velocemente del previsto il punto di break even.

I clienti Reuters possono leggere il comunicato integrale cliccando su

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