October 27, 2017 / 4:42 PM / 8 months ago

Ilva, governo teme problemi Antitrust Ue, chiede a Cdp di entrare in Am InvestCo

* Via libera Bruxelles essenziale per closing

* Anche sindacati vogliono Cdp, protestano contro tagli

* Possibile ridimensionamento o uscita Marcegaglia - fonti

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 27 ottobre (Reuters) - Il governo teme un giudizio negativo dell’Antitrust europeo sull’acquisizione di Ilva da parte di ArcelorMittal e Marcegaglia, e per questo ha chiesto a Cassa Depositi e Prestiti di valutare l’ingresso nella cordata che acquisirà il primo gruppo siderurgico italiano in modo da superare le possibili obiezioni di Bruxelles.

Lo hanno riferito a Reuters due fonti a conoscenza del dossier.

“Il ministero dello Sviluppo Economico ha chiesto a Cdp di valutare l’ingresso in Am InvestCo perché teme che la Commissione Europea possa rilevare problemi di concorrenza. Cdp sta valutando”, ha detto la prima fonte.

Am InvestCo è il consorzio che fa capo per 85% ad ArcelorMittal che a giugno si è aggiudicato la gara per Ilva. Nel consorzio è presente con il 15% il gruppo Marcegaglia. ArcelorMittal è il più grande gruppo siderurgico mondiale, mentre Marcegaglia si definisce “gruppo industriale leader mondiale nella trasformazione dell’acciaio”.

“Non si tratta di una richiesta formale, ma il ministero teme problemi con l’Antitrust. Arcelor ci sta lavorando e Cdp potrebbe rilevare parte o tutta la quota del Gruppo Marcegaglia”, ha detto la seconda fonte.

Una fonte di settore spiega che il problema riguarda “i prodotti rivestiti, in particolare le zincature, perché sommando capacità produttiva di Arcelor, Marcegaglia e Ilva si supererebbero i limiti”.

Una fonte industriale dice di non sapere se Cdp sarà coinvolta o meno, ma conferma che c’è un rischio di concentrazione in alcuni “segmenti” per Arcelor e Marcegaglia, e che in questo caso la soluzione passerebbe per l’uscita parziale o totale del gruppo italiano.

La decisione dell’Antitrust europeo sull’acquisizione di Ilva da parte di Am InvestCo, in un primo tempo fissata entro il 26 ottobre, è stata rinviata al 13 novembre.

Nel frattempo, il 19 ottobre scorso, Arcelor ha offerto alcune concessioni alla Commissione Europea sul dossier per favorire il via libera, anche se Bruxelles non ha fornito dettagli a riguardo.

Il semaforo verde della Commissione Europea è uno dei passi essenziali per arrivare al closing dell’operazione Ilva, insieme all’accordo con i sindacati sul piano industriale.

Cdp faceva parte della cordata sconfitta nella gara per Ilva, insieme ad Arvedi, Delfin e l’indiana Jindal.

Nei mesi scorsi Arcelor ha annunciato che al termine dell’acquisizione Intesa Sanpaolo sarebbe entrata nella compagine del consorzio. La banca acquisirebbe, secondo un’altra fonte industriale, il 9% mentre Marcegaglia che scenderebbe al 6% dall’attuale 15%.

L’ingresso di Cdp nel capitale della “nuova” Ilva era stato chiesto nelle scorse settimane anche da alcuni sindacalisti, che contestano il taglio di circa 4.000 dipendenti di Ilva chiesto da Am InvestCo oltre alla riduzione salariale.

Il ministero dello Sviluppo Economico, Cdp, Arcelor Mittal e una portavoce della direzione concorrenza della Commissione Europea non commentano la notizia. Non è stato possibile raggiungere il Gruppo Marcegaglia.

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