October 9, 2017 / 11:56 AM / 10 months ago

RPT-Ilva, sospeso tavolo acquirenti-sindacati, Calenda chiede garanzie lavoratori

(Corregge refuso)

ROMA, 9 ottobre (Reuters) - Il tavolo sul futuro della nuova Ilva è stato sospeso oggi, pochi minuti dopo l’avvio ufficiale, perché il governo ha bocciato le condizioni retributive e contrattuali che la cordata guidata dal gigante della siderurgia mondiale ArcelorMittal vorrebbe imporre ai lavoratori.

“Abbiamo incontrato con il viceministro (Teresa) Bellanova l’azienda e abbiamo comunicato che l’apertura del tavolo in questi termini è irricevibile, soprattutto per quanto concerne gli impegni sui livelli di stipendio e inquadramento (dei lavoratori), su cui c’era l’impegno dell’azienda a rispettare l’attuale situazione”, ha detto ai giornalisti il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Gli esponenti sindacali presenti al tavolo hanno apprezzato la posizione netta del ministro.

Contrari al taglio di 4.800 dipendenti dal 2018 già proposto dal consorzio Am InvestCo (di cui fanno parte anche il Gruppo Marcegaglia e Intesa Sanpaolo), i sindacati hanno ulteriormente protestato nei giorni scorsi per la decisione degli acquirenti di cancellare l’anzianità di servizio del personale riassunto, col rischio di pesanti decurtazioni salariali.

Oggi tutti gli stabilimenti del primo gruppo siderurgico sono in sciopero contro il piano di Am InvestCo.

“Bene stop Governo al tavolo trattativa. Ma non è sufficiente. Su Ilva non accettabili licenziamenti, esternalizzazioni e riduzioni salari”, ha detto in un tweet Francesca Re David, segretaria generale della Fiom-Cgil.

Fabrizio Bentivogli, leader della Fim-Cisl, ha detto: “Sapevamo che il negoziato sarebbe stato durissimo ma con queste premesse più che un’intesa ravvisiamo solo la volontà di scontro da parte dell’azienda”.

Un partecipante non sindacale alla trattativa ha definito oggi “spigoloso” l’atteggiamento dei rappresentanti di ArcelorMittal e dei suoi soci, e ha aggiunto: “Potevano almeno proporre un contratto integrativo per consentire ai lavoratori di recuperare almeno il salario”.

I tagli chiesti riguardano in gran parte la sede di Taranto. Gli esuberi resterebbero in carico alla “vecchia” Ilva, quella gestita dai commissari dell’amministrazione straordinaria, almeno fino al 2023, per attuare piano ambientale e bonifiche. Ma i sindacati e gli enti locali sono preoccupati per il loro destino dopo quella data.

Contemporaneamente Am InvestCo, il cui piano attende il via libera dell’Antitrust Ue a fine mese, prevede investimenti per 2,3 miliardi di euro e, dal 2024, una produzione di oltre 8 milioni di tonnellate di acciaio l’anno.

(Massimiliano Di Giorgio)

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