September 28, 2017 / 11:12 AM / a year ago

Enel, sequestrata centrale Cerano in inchiesta traffico illegale rifiuti

LECCE/ROMA, 28 settembre (Reuters) - La centrale Enel di Cerano, in provincia di Brindisi, è stata sequestrata oggi dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce per presunto traffico illecito di rifiuti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

Lo riferisce una fonte inquirente e lo conferma la stessa Enel in una nota.

Oltre alla centrale, la seconda più grande d’Italia, sequestrata con parziale facoltà d’uso, le Fiamme Gialle hanno posto i sigilli anche ai parchi loppa dell’Ilva di Taranto.

I magistrati hanno indagato complessivamente 31 persone e le società Enel, Ilva e Cementir per responsabilità amministrativa. A Enel sono stati sequestrati anche 500 milioni di euro con l’ipotesi di ingiusto profitto, dice la fonte.

Secondo la Procura, sarebbero stati utilizzati rifiuti pericolosi per produrre cemento.

“I provvedimenti relativi alla centrale di Enel Produzione riguardano l’uso delle ceneri nell’ambito di processi produttivi secondari”, spiega una nota di Enel.

“Enel Produzione confida che nel corso delle indagini potrà dimostrare la correttezza dei propri processi produttivi e presterà ogni utile collaborazione alle autorità inquirenti”, aggiunge la nota, precisando che il sequestro “non pregiudica la corretta operatività della centrale”.

Ilva e Cementir per il momento non commentano.

L’inchiesta ha preso avvio 5 anni fa dal sequestro di due aree dello stabilimento Cementir di Taranto adibite a discarica di rifiuti industriali, gran parte dei quali sarebbero originati dallo stabilimento siderurgico Ilva.

Secondo l’accusa, le materie prime utilizzate da Cementir per la produzione di cemento non sarebbero a norma e sarebbero state vendute da Ilva e Enel.

Per quanto riguarda l’Ilva, il gruppo siderurgico avrebbe venduto a Cementir loppa d’altoforno (un sottoprodotto del processo di produzione della ghisa), scaglie di ghisa, materiale lapideo, profilati ferrosi, pietrisco e loppa di sopravaglio che “ne inficiano la capacità di impiego allo stato tal quale nell’ambito del ciclo produttivo del cemento”, è scritto nel decreto di sequestro, secondo quanto riferito dalla fonte.

A causa della presenza di quei materiali, la loppa, per poter essere utilizzata nel processo produttivo del cemento, avrebbe dovuto essere sottoposta a processi di purificazione.

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