September 1, 2017 / 10:40 AM / 10 months ago

PUNTO 2-Italia, consumi e investimenti sostengono Pil, sentiero meno impervio su conti

    * Pil trim2 confermato +0,4% t/t, +1,5% a/a, già superato
obiettivo governo
    * Contributi alla variazione congiunturale             
    * Variazioni percentuali industria, agricoltura, servizi
            
    * Variazioni percentuali singole voci             
    * Grafici sull'economia italiana in tempo reale tmsnrt.rs/2bxVe8n

 (Aggiunge commento Gurria)
    di Elvira Pollina e Giuseppe Fonte
    MILANO/ROMA, 1 settembre (Reuters) - Consumi delle famiglie
ed esportazioni in tenuta, investimenti in pur lieve recupero,
industria e servizi in crescita. Dallo spaccato del Pil italiano
del secondo trimestre fornito stamane da Istat emerge un quadro
di ripresa più solido, non solo dal punto di vista numerico.
    Il dato definitivo fornito da Istat rispetta quanto diffuso
in via preliminare: tra aprile e giugno l'economia italiana è
cresciuta di 0,4% in termini congiunturali, dopo un aumento
analogo nel primo trimestre, e di 1,5% su base annua dopo +1,2%
tra gennaio e marzo. 
    A metà anno, dunque, il Pil ha già superato la stima messa
in conto dal governo per l'intero 2017: la crescita acquisita
infatti è 1,2%, contro 1,1% inserito nel Documento di Economia e
Finanza, di cui è ormai scontata una revisione al rialzo. 
    A questo punto, gli economisti ritengono il 2017 possa
chiudersi con una crescita di 1,4-1,5%, riducendo leggermente il
divario con la zona euro, che dovrebbe registrare un'espansione
intorno al 2%.
    Per gli addetti ai lavori, al momento non si scorgono nel
secondo semestre fattori di rischio tali da pregiudicare il
ritmo di crescita del Pil italiano osservato nella prima parte
dell'anno. 
    Va comunque ricordato che l'Italia è fuori dal gruppo di 15
Paesi del blocco della valuta unica -- Germania e Francia in
testa -- che hanno recuperato quanto perso dal 2008. Il Pil
italiano resta ancora sotto di 6 punti dai livelli pre-crisi.
    
    UNA RIPRESA PIU' DIFFUSA
    Tornando alla statistica odierna e guardando il dettaglio,
emerge come tutti i principali aggregati della domanda interna
registrino aumenti, con una crescita dello 0,2% dei consumi
finali nazionali e dello 0,7% gli investimenti fissi lordi. Le
importazioni e le esportazioni sono cresciute, rispettivamente,
dello 0,7% e dello 0,6%.
    "Mi pare che i numeri odierni traccino un quadro che
conferma che la ripresa sta proseguendo e si sta consolidando.
E' positiva sicuramente la tenuta dei consumi, anche se su ritmo
più basso di quello del primo trimestre, e la ripresa degli
investimenti che erano stati negativi nel primo trimestre",
commenta Stefania Tomasini, economista di Prometeia. 
    Dello stesso avviso Nicola Nobile, economista di Oxford
Economics, che sottolinea come la performance dei consumi sia da
ritenersi particolarmente positiva, alla luce della risalita
dell'inflazione. "Forse dagli investimenti ci si poteva
aspettare qualcosina in più", osserva.
    Il disaggregato relativo a questa componente, la quale nel
primo trimestre avevano registrato un tonfo di 1,6% su base
trimestrale, probabilmente per l'incertezza relativa al rinnovo
incentivi messi in campo dal governo, fa emergere una crescita
di 0,6% degli investimenti in macchinari -- crollati del 4,5%
tra gennaio e marzo -- ed un balzo di 8,2% dei mezzi di
trasporto, che continuano ad essere il traino di questa
componente. Battuta d'arresto (-0,4%) per le costruzioni.
    Da Cernobbio, a margine dei lavori del workshop Ambrosetti,
Angel Gurria, segretario generale dell'Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico, commentando i dati del Pil
ha sottolineato l'importanza della definizione di una soluzione
delle principali crisi bancarie e l'importanza delle riforme
attuate.
    "Nella sostanza ci sono stati grandi cambiamenti strutturali
e ora stiamo vedendo i risultati", ha affermato.
    
    CONTI PUBBLICI, SENTIERO UN PO' MENO IMPERVIO 
    Dal lato dei conti pubblici, la strada del governo è un po'
meno impervia di quanto si potesse prevedere a inizio anno,
anche se sarà difficile osservare una discesa del rapporto
debito/Pil, mentre potrebbe osservarsi una stabilizzazione. 
    Questo perchè se il Pil reale cresce più del previsto, il
Pil nominale, che tiene conto dell'andamento dei prezzi ed é
utilizzato come denominatore per calcolare il peso del debito, è
penalizzato dalla debolezza del deflatore. 
    Quest'ultimo, secondo quanto reso noto stamane da Istat, nel
secondo trimestre è salito di 0,3% dopo essere sceso di 0,5% nei
primi tre mesi dell'anno. Difficile, dunque, vista l'attuale
dinamica, che il deflatore possa arrivare al livello indicato
dal governo nel Def, ovvero 1,1%. Potrebbe attestarsi intorno
alle metà. 
    "Con un Pil reale in crescita intorno a 1,5%, una crescita
nominale intorno al 2% -- afferma Nobile -- è alla portata". 
    Questa, prosegue l'economista, potrebbe anche essere
sufficiente per stabilizzare il debito/Pil intorno al 132,6% del
2016, alla luce di un deficit previsto dal governo al 2,1%. 
    Difficile però possa manifestarsi una discesa (nel Def il
governo indica un minimo calo del debito/Pil al 132,5%), mentre
secondo Nobile, "è probabile si osservi un aumento di qualche
decimale, per effetto degli esborsi one-off sui salvataggi
bancari, che non vanno ad incidere sul deficit, ma sono inseriti
nel debito".
    
    -- hanno collaborato da Milano Sara Rossi e Luca Trogni, da
Cernobbio Giulio Piovaccari
    
     
    
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