July 5, 2017 / 2:17 PM / a year ago

PUNTO 1-Banche venete, Eba: creato precedente che restringe risoluzione

(Aggiunge dichiarazioni Enria e contesto)

ROMA, 5 luglio (Reuters) - L’Autorità bancaria europea (Eba) esprime riserve sulla liquidazione ordinata di Veneto banca e Popolare di Vicenza, che “sembra segnalare condizioni molto restrittive per l’attivazione degli strumenti di risoluzione” previsti dalla direttiva europea Brrd.

La risoluzione poggia sul principio ‘no creditor worse off’, cioè che nessun creditore deve trovarsi in condizioni peggiori nella risoluzione rispetto alla liquidazione.

“A mio modo di vedere, questo significa che nessun creditore può beneficiare di un trattamento migliore in liquidazione rispetto alla risoluzione”, dice il presidente dell’Authority Andrea Enria durante un’audizione in Senato.

“Il principio non mi sembra avere tenuto nel caso delle banche venete. Un sistema europeo veramente integrato di gestione delle crisi bancarie dovrebbe includere una disciplina armonizzata delle liquidazioni bancarie. Dall’altro, sembra essere emersa la possibilità che l’interesse pubblico sia valutato in modo diverso a livello europeo e nazionale (o regionale)”, prosegue.

La liquidazione ordinata delle due banche venete si traduce in impegni in capo allo Stato per 10,9 miliardi che includono gli aiuti e le garanzie pubbliche a favore di Intesa SP .

Per Enria il Single resolution board, nel momento in cui ha considerato assente l’interesse generale nel caso delle banche venete, ha creato un precedente in base al quale un “numero potenzialmente molto alto di banche europee potrebbero essere soggette a liquidazione ordinaria” anziché risoluzione in caso di crisi.

Si rischia così di disapplicare il cosiddetto bail-in, il principio che azionisti e creditori di una banca debbano assorbire perdite e concorrere al salvataggio prima di procedere con il sostegno pubblico.

Enria teme infatti che alle banche potrebbe essere permesso di non rispettare il requisito aggiuntivo di passività in grado di assorbire le perdite, noto come Mrel.

“Sarebbe per loro sufficiente rispettare i requisiti patrimoniali minimi. Questo fornirebbe ancora meno protezione nel caso un governo decidesse di fornire aiuti di Stato, come è successo nel caso italiano”, dice.

Per facilitare l’operatività del bail-in, l’Eba sostiene la Commissione europea nel chiedere la creazione di una nuova classe di obbligazioni ‘senior non-preferred’, inserita tra i creditori di rango primario e gli obbligazionisti subordinati.

Una soluzione di questo genere “ha anche l’effetto di fornire una protezione maggiore alle altre obbligazioni e ai depositi sopra 100.000 euro che, in quanto creditori ordinari, sono tutelati dal cuscinetto di passività sottostanti”.

Da ultimo Enria sprona le banche ad “attivare politiche attive che accelerino la pulizia dei bilanci bancari” perché il “volume di crediti deteriorati rimane ancora eccessivamente elevato, poco al di sotto dei 1.000 miliardi di euro per tutta l’Unione”.

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