May 31, 2017 / 10:54 AM / a year ago

Ilva, fino a 2023 no esuberi, 4.800 in cassa integrazione - fonti

ROMA, 31 maggio (Reuters) - I circa 5.000 lavoratori che non verranno assorbiti dalla nuova proprietà di Ilva resteranno dipendenti dell’amministrazione straordinaria in cassa integrazione almeno fino al 2023.

Lo dicono oggi fonti del Ministero dello Sviluppo Economico e una fonte a conoscenza del dossier dopo le proteste di ieri dei sindacati sulle prospettive per l’occupazione nel principale gruppo siderurgico italiano.

Terminato il mandato dell’amministrazione straordinaria che dovrà completare il piano ambientale entro il 2023, i lavoratori, che potranno essere anche impiegati in opere di bonifica e decontaminazione del sito di Taranto, saranno aiutati a trovare una nuova occupazione, aggiunge una fonte a conoscenza del dossier.

Nel 2018 “l’offerta di Am Investco prevede l’assunzione di 9.407 lavoratori, mentre resterebbero in cassa integrazione nell’amministrazione straordinaria 4.813 persone”, dicono le fonti del ministero.

Oltre 2.000 persone sono già in cassa integrazione.

“In ogni caso, tutti i lavoratori che non verranno assunti dall’acquirente rimarranno in capo all’amministrazione straordinaria per tutta la durata del programma e potranno essere impiegati nelle attività di decontaminazione che saranno eseguite dalla procedura”.

“Nessun lavoratore sarà dunque, in ogni caso, licenziato e/o lasciato privo di protezione”, concludono le fonti.

Ieri, in un vertice al Mise, sono stati resi noti i termini dell’offerta di Ama Investco Italy, la cordata guidata da ArcelorMittal che per i commissari straordinari ha presentato la proposta migliore, e quelli dei concorrenti di AcciaItalia, che fa capo a JSW Steel.

La formalizzazione della vendita è affidata a un decreto del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

La cordata, che vede insieme il gigante franco-indiano della siderurgia, il gruppo Marcegaglia e Intesa Sanpaolo prevede una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio l’anno, come prescritto dal ministero dell’Ambiente, fino al 2023, per poi passare a 8 milioni.

La ridotta produzione sarà compensata dalla lavorazione di semi-lavorati importati, dagli 1,7 milioni di tonnellate del 2018 ai 2,2 milioni del 2024.

Sulla base di queste previsioni, Am Investco conta nel 2018 di tagliare 4.800 dipendenti sui 14.200 attuali (concentrati soprattutto a Taranto), per poi ridurre la forza lavoro di altre 1.000 unità entro il 2024, il che significa in totale 5.800 posti in meno. I tagli potrebbero però essere inferiori, se il costo medio complessivo restasse stabile.

I sindacati, che incontreranno di nuovo domani il ministro Calenda, considerano inaccettabili i tagli, e chiedono di rivedere le cifre. Fino a che non sarà stato sottoscritto l’accordo sindacale, in ogni caso, Ilva non sarà ceduta all’acquirente.

(Massimiliano Di Giorgio)

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