29 settembre 2016 / 10:17 / in un anno

Banche salvate, proroga in extremis per concreta trattativa, Ubi valuta- fonti

ROMA/MILANO, 29 settembre (Reuters) - La cessione delle quattro banche ponte, nate dalla risoluzione lo scorso novembre di Banca Marche, Etruria, Cariferrara e Carichieti, sarà prorogata per la seconda volta, oltre il termine del 30 settembre, per concrete e valide trattative in corso.

Lo hanno detto a Reuters alcune fonti che stanno seguendo con ruoli diversi questo dossier.

“La proroga ci sarà. Non c‘è nessun problema. E’ chiaro che se c‘è una trattativa solida e valida come quelle che ci sono, non c‘è ragione di non concedere la proroga”, ha detto una delle fonti.

Secondo due delle fonti sentite, è prevedibile che sia la direzione concorrenza della Commissione europea a comunicare la decisione una volta formalizzata, ragionevolmente domani.

Oggi è prevista una riunione dell‘SSB, il single supervisory board, ed è probabile che discuta, tra gli altri dossier bancari alla sua attenzione e “vista l‘attualità del tema” anche delle quattro banche, secondo una delle fonti.

Sul tavolo potrebbe esaminare la trattativa che Ubi Banca secondo una terza fonte vicina alla situazione, avrebbe avviato con la valutazione per una offerta per tre dei quattro istituti.

“L‘analisi sulle tre banche c‘è. Si va avanti a trattare ma niente è scontato”, in riferimento a un interesse per Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti.

Un‘altra fonte che sta seguendo il dossier ha anche detto che invece Banca Popolare dell‘Emilia Romagna, che era interessata alla sola Etruria, ora avrebbe allentato la presa e sarebbe intenzionata ad abbandonare il dossier.

Se il quadro sulla cessione si consolidasse con la vendita delle tre a Ubi, resterebbe fuori CariFerrara.

Ancora un altra fonte ha detto oggi a Reuters che in quel caso c‘è il rischio concreto che la banca possa finire in liquidazione.

“Assolutamente sì”, ha detto.

In tal caso “il Fondo interbancario di garanzia dei depositi dovrebbe coprire 1,4 miliardi di depositi garantiti e avrebbe la prelazione nel recupero degli asset che vende il commissario liquidatore”, spiega.

C‘è la possibilità che, se sollecitato, Il fondo volontario, che agisce come un soggetto privato, possa valutare l‘interesse su Cariferrara.

Al momento però, dice la fonte, non risulta che ci sia un coinvolgimento in questo processo. “Per decidere se essere coinvolto, il Fondo, che agisce come un soggetto privato, dovrebbe valutare se l‘azienda è risanabile e quindi deve prima poter visionare i dati aggiornati”.

Un anno fa il Fondo di garanzia dei depositi era pronto a ricapitalizzare Cariferrara, ma poi l‘operazione non è stata più fatta per i veti sull‘azione preventiva del Fondo da parte di Bruxelles.

(Stefano Bernabei, Andrea Mandalà)

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