20 ottobre 2015 / 10:05 / tra 2 anni

PUNTO 3-Pop Spoleto, indagato governatore Bankitalia Visco -documento

(aggiunge dettagli da certificato)

di Ilaria Polleschi

MILANO, 20 ottobre (Reuters) - La procura di Spoleto ha iscritto sul registo degli indagati il governatore di Banca d‘Italia Ignazio Visco e altre sette persone nell‘ambito di un‘inchiesta per truffa e corruzione, nata da un esposto di piccoli azionisti della Banca popolare di Spoleto.

E’ quanto si evince da un documento della procura di Spoleto che Reuters ha potuto visionare e da quanto dichiarato dall‘avvocato Riziero Angeletti, firmatario dell‘esposto che raggruppa circa un centinaio di soci di minoranza della banca.

“Ho chiesto la certificazione ex articolo 335 del codice di procedura penale e risultano le iscrizioni (nel registro degli indagati) di Visco e altri”, spiega il legale al telefono con Reuters relativamente all‘inchiesta, anticipata stamani dal Fatto quotidiano.

La Banca d‘Italia non è invece a conoscenza di alcuna iniziativa giudiziaria a riguardo, secondo quanto riferito stamani da una fonte dell‘istituto centrale.

Il procuratore di Spoleto Gennaro Iannarone, contattato da Reuters, ha preferito non fare commenti.

Pop Spoleto nel 2013 è stata sottoposta a commissariamento (annullato poi a febbraio dal Consiglio di Stato ) e venduta al Banco Desio l‘anno scorso.

Dalla comunicazione di iscrizione di parte offesa, visionata da Reuters, risultano indagati - oltre a Visco - anche i commissari nominati da Bankitalia, i componenti del Comitato di sorveglianza e l‘attuale vicepresidente di Banco Desio, Stefano Lado. Banco Desio non ha voluto fare commenti.

Le ipotesi di reato per tutti gli indagati sono corruzione tra privati, corruzione per un atto contrario ai doveri d‘ufficio, abuso d‘ufficio e truffa.

Nell‘esposto, spiega l‘avvocato, si contesta un “sistema di operazioni apparentemente lecite che hanno portato allo svuotamento del patrimonio della banca, ledendo i diritti di tutti i soci (circa 21.000), che si sono trovati dall‘oggi al domani depauperati, nonostante vi fosse un‘importante proposta da una terza società (Nit Holding), migliore di quella di Banco Desio, rifiutata dai commissari”.

Nel verbale dell‘assemblea di Pop Spoleto dell‘estate 2014, in occasione dell‘aumento di capitale riservato a Banco Desio, si legge di un‘offerta alternativa presentata dalla società di Hong Kong Nit Holding Limited, scartata dai commissari che “ritennero la documentazione attinente la capacità finanziaria inattendibile, anzi fu segnalata alla procura della Repubblica qualche perplessità nutrita dagli stessi circa la documentazione e la serietà dell‘offerta”.

Lo stesso commissario straordinario Gianluca Brancadoro aveva ricordato inoltre che nella ricerca di potenziali investitori erano stati richiesti due requisiti, ovvero la capacità finanziaria per l‘investimento e che l‘investitore fosse una banca o un gruppo bancario, in linea con le prescrizioni della Banca d‘Italia.

All‘inizio di novembre dell‘anno scorso Nit Holding aveva annunciato di aver presentato un‘offerta per investire 10 miliardi di euro per ristrutturare Mps.

Anche per questa offerta era nata un‘inchiesta, questa volta aperta dalla procura di Milano, dopo che Consob aveva avviato una indagine per manipolazione informativa, trasmessa poi a quella di Roma per competenza territoriale.

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