14 gennaio 2015 / 19:43 / tra 3 anni

PUNTO 1-Saipem Algeria, chiusa inchiesta su Scaroni e altri, anche ipotesi frode fiscale -fonti

(Aggiorna con nota Eni)

MILANO, 14 gennaio (Reuters) - La procura di Milano ha depositato l‘atto di chiusura indagini nell‘ambito dell‘inchiesta sulle presunte tangenti pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria relativa a otto persone fisiche e due giuridiche.

Lo riferiscono due fonti investigative, aggiungendo che oltre al reato di corruzione internazionale, per alcuni indagati - tra cui l‘ex-AD di Eni Paolo Scaroni e l‘ex direttore operativo di Saipem Pietro Varone - viene anche ipotizzato il reato di frode fiscale.

L‘avvocato di Scaroni, contattato via mail da Reuters, al momento non ha rilasciato commenti, mentre il legale di Varone ha detto a Reuters di non aver ricevuto ancora alcuna notifica dell‘atto per il suo cliente.

Dal momento del deposito della chiusura del fascicolo alla notifica agli indagati di norma può passare anche qualche giorno.

La chiusura inchiesta, o 415 bis, è l‘atto che conclude la fase delle indagini preliminari. Ora gli indagati hanno una finestra di una quarantina di giorni per chiedere di essere interrogati o che vengano disposti ulteriori accertamenti. Solitamente è l‘atto prodromico alla richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura.

Le società sono Saipem ed Eni, indagate per la legge 231 sulla responsabilità delle società per i reati eventualmente commessi dai propri dirigenti nell‘interesse aziendale.

Saipem, contattata da Reuters, non ha rilasciato commenti. Mentre Eni in una nota “prende atto della chiusura da parte della procura di Milano delle indagini... e ribadisce la propria estraneità rispetto ai fatti oggetto di indagine su attività Saipem in Algeria”.

“Eni - prosegue il comunicato - ricorda di aver promosso nel corso del 2013 una verifica interna forense da parte di uno studio legale internazionale che non ha evidenziato alcuna condotta illecita da parte di manager Eni. La società conferma altresì di non aver stipulato alcun contratto di intermediazione né utilizzato intermediari per le proprie attività in Algeria”.

“Per quanto riguarda Saipem - conclude la nota - ricordiamo che si tratta di società quotata, con autonomia gestionale e propri organi di controllo e vigilanza indipendenti da Eni”.

Al centro della vicenda l‘acquisizione di sette contratti d‘appalto in Algeria del valore complessivo di 8 miliardi di euro.

Scaroni e gli altri interessati hanno sempre respinto ogni addebito.

Oltre a Scaroni, Varone e le due società, nelle indagini, partite oltre due anni fa, figuravano l‘ex presidente di Saipem Pietro Tali, Farid Bedjaoui (intermediario Saipem in Algeria e braccio destro del ministro algerino dell‘Energia Chekib Khelil), l‘ex presidente e AD di Saipem Algeria, Tullio Orsi, e i dirigenti - o ex - di Saipem ed Eni Alessandro Bernini e Antonio Vella.

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