7 gennaio 2015 / 13:02 / 3 anni fa

Fisco, Renzi-Padoan per modifica decreto in cdm 20 febbraio-fonte Chigi

* Incontro questa mattina a Chigi fra premier e ministro Tesoro

* Renzi esclude norme ad personam: Berlusconi sconterà tutta pena

* Questione sarà riesaminata dopo Quirinale e voti su riforme

ROMA, 7 gennaio (Reuters) - Il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan è d‘accordo con la proposta del premier Matteo Renzi di aspettare il consiglio dei ministri del 20 febbraio per modificare il decreto attuativo della delega fiscale, finito nella polemica per una norma definita potenzialmente salva-Berlusconi.

Lo ha riferito oggi una fonte di Palazzo Chigi, dove i due si sono incontrati questa mattina per riaffermare l‘unità d‘intenti dell‘esecutivo, dopo che M5s e diversi media hanno attribuito ad un colpo di mano dello stesso Renzi l‘inserimento della norma contestata nel decreto nel corso deol consiglio dei ministri dello scorso 24 dicembre.

“Il decreto sarà modificato, molto più ricco e ampio”, ha detto la fonte governativa, senza precisarne i contenuti.

Nella sua “Enews” di ieri sera Renzi ha difeso l‘impianto del decreto legislativo approvato dal consiglio dei ministri alla vigilia di Natale, che prevede alcune “soglie” per le evasioni fiscali al di sotto delle quali è esclusa la sanzione penale.

Ma ha aggiunto che non intende “fare sconti a nessuno, nemmeno a Silvio Berlusconi che sconterà la sua pena fino all‘ultimo giorno”, respingendo l‘accusa di avere voluto fare un favore al leader di Forza Italia in cambio del suo appoggio in Parlamento a favore delle riforme istituzionali e per l‘elezione del nuovo Capo dello Stato, attesa a fine gennaio.

La norma contestata prevede la depenalizzazione dei reati tributari se le somme evase non superano il 3% dell‘imponibile e potrebbe trovare un‘applicazione retroattiva proprio nel caso della condanna a Berlusconi.

L‘ex Cavaliere, condannato nel 2013 per frode fiscale nel processo Mediaset, finirà di scontare l‘affidamento ai servizi sociali in primavera, ma per effetto della nuova norma potrebbe chiedere alla magistratura la cancellazione di tutti gli altri effetti della sentenza, tra cui l‘interdizione dai pubblici uffici fino al prossimo luglio e l‘applicazione della legge Severino che lo rende incandidabile per sei anni.

Renzi, nella “Enews”, non entra nel merito delle modifiche che il cdm farà a febbraio, ma potrebbe seguire il suggerimento del sottosegretario all‘Economia Enrico Zanetti di eliminare dalla “franchigia” penale proprio il reato di frode.

“Per evitare polemiche - sia per il Quirinale, che per le riforme - ho pensato più opportuno togliere di mezzo ogni discussione e inserire anche questo decreto nel pacchetto riforme fiscali del 20 febbraio”, ha scritto ieri il premier nella sua comunicazione su Internet.

E sulla responsabilità politica del testo contestato, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ha detto oggi che “non c‘è stata nessuna manina, i testi che escono dal Cdm sono collegiali”.

(Roberto Landucci)

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