5 novembre 2014 / 20:24 / tra 3 anni

PUNTO 1-Mps approva aumento fino a 2,5 miliardi, rimborserà tutti aiuti Stato

* Lancio aumento dopo approvazione bilancio

* Consorzio banche garantirà ammontare inoptato

* Banca ha ricevuto lettera NIT, dice offerta non valutabile (Aggiunge nota su offerta NIT Holding)

di Stefano Bernabei

ROMA, 5 novembre (Reuters) - Il consiglio della banca Monte dei Paschi ha approvato un aumento fino a 2,5 miliardi di euro per coprire integralmente il deficit di capitale da 2,1 miliardi che era emerso nel test della Bce.

In una nota la banca senese dettaglia le misure del piano che saranno sottoposte alle autorità competenti, tra cui Bce e Commissione Ue, e che prevedono, una volta avuta luce verde, il lancio della ricapitalizzazione nel 2015, dopo l‘approvazione del bilancio ed entro i nove mesi previsti dalla Bce.

La dimensione finale dell‘aumento, spiega la nota, “sarà determinata in funzione dell‘approvazione definitiva del Capital Plan da parte delle competenti Autorità”.

Il piano prevede anche il rimborso integrale degli 1,07 miliardi di euro di aiuti di Stato che ancora non erano stati restituiti al Tesoro e che lo saranno in anticipo sulle scadenze previste fino al 2017.

L‘aumento di capitale, come già era successo per quello lanciato e realizzato la scorsa estate, “è assistito da un accordo di pre-garanzia sottoscritto con primarie istituzioni finanziarie” che prevede l‘impegno a sottoscrivere le azioni ordinarie di nuova emissione eventualmente rimaste inoptate fino al massimo dei 2,5 miliardi.

Le banche che formano il consorzio, elenca la nota, sono UBS, che agirà in qualità di Global Coordinator e Joint Bookrunner, Citi, Goldman Sachs, e Mediobanca in qualita di Co-Global Coordinators e Joint Bookrunners e Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, Deutsche Bank e Société Générale come Joint Bookrunners.

Un secondo elemento del piano riguarda ulteriori azioni “non diluitive per gli azionisti” tramite interventi di capital management stimabili secondo la banca in circa 220 milioni di euro. La Banca non dà dettaglio ma parla per questo di cessioni di partecipazioni non core e attivi del portafoglio proprietario ad alto assorbimento patrimoniale, che non avranno impatti significativi sulla redditività della banca.

Infine la banca ha chiesto alle autorità che venga mitigato il deficit emerso nell‘esercizio Bce, pari a 2,11 miliardi, per un ammontare stimato in 390 milioni, pari alla differenza positiva tra gli utili operativi stimati per il 2014 e i valori stimati nello scenario avverso dello stress test. Questa richiesta, chiarisce la banca, resta interamente a discrezione delle autorità circa la sua computabilità.

OFFERTA HONG KONG

Poco dopo aver svelato il piano per la copertura dello shortfall, Mps ha anche diramato una nota per commentare la proposta ricevuta nella “tarda serata del 3 novembre” dalla NIT Holding Limited, società basata ad Hong Kong che ha detto di voler impegnare 10 miliardi per il rilancio della banca senese.

Nella nota, Mps ha chiarito che, a suo giudizio, la corrispondenza ricevuta “non è caratterizzata da sufficienti elementi di chiarezza che ne consentano alcuna valutazione da parte del Consiglio di Amministrazione”, spiegando che a parte “una imprecisata disponibilità di mezzi finanziari per Euro 10 miliardi, da destinare all‘acquisizione di una partecipazione di controllo” della Banca, mancherebbero informazioni basilari e indispensabili, in operazioni di tal genere, per esprimere qualsiasi giudizio valutativo.

Inoltre Mps sottolinea come il contenuto dell‘offerta sembra più rivolto agli azionisti, perché l‘offerta punterebbe al 51% del capitale e pertanto “ove effettivamente realizzata, potrebbe infatti imporre anche il lancio di un‘offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle azioni della Banca stessa”.

Su questa iniziativa della società di Hong Kong ha acceso un faro la Consob che ha avviato una indagine per verificare se ci sia manipolazione di mercato.

Un uomo che si è qualificato come il proprietario della società NIT Holding di Hong Kong, Perry Hammer, ha detto alla Reuters in una conversazione telefonica che la sua società intende portare avanti l‘offerta e ha detto che tramite suoi rappresentanti in Italia aveva preso contatti con il management del Monte dei Paschi.

Richiesto di dire se NIT avesse comprato azioni di Banca Mps sul mercato, Hammer ha detto di non voler dare una risposta su questo mentre ha anticipato che intende comunque aderire all‘aumento di capitale appena ufficializzato dalla banca senese e offerto in opzione ai soci.

In ogni caso l‘offerta che vale circa il triplo della capitalizzazione attuale del Monte, ha ottenuto scarsa credibilità in Italia.

- Ha contribuito James Mackenzie

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