5 novembre 2014 / 17:28 / tra 3 anni

PUNTO 1-Sblocca Italia, Senato vota fiducia in serata

(Aggiorna con dettagli)

ROMA, 5 novembre (Reuters) - Il Senato è chiamato dal governo ad approvare questa sera con il voto di fiducia il decreto legge Sblocca Italia, che contiene misure per superare diversi ostacoli soprattutto di ordine burocratico alla realizzazione degli investimenti in infrastrutture, energia ed edilizia.

In una delle norme più contestate dall‘opposizione il provvedimento omnibus, che diventerà legge dopo l‘ok del Senato, consente agli attuali titolari di concessioni autostradali di prolungare il rapporto concessorio per mettere in cantiere nuovi investimenti ed eventualmente unificare tratte interconnesse, ma senza passare per nuovi bandi di gara.

La Commissione europea ha chiesto chiarimenti, ipotizzando una violazione degli obblighi comunitari, ma il ministro Maurizio Lupi si è detto certo di poter convincere Bruxelles della regolarità della procedura.

Il senatore del Pdl Lucio Malan ha detto in aula che si tratta di un “regalo” del presidente del Consiglio Matteo Renzi al gruppo Sias della famiglia Gavio, che ha circa il 30% delle concessioni autostradali italiane, alcune delle quali in scadenza e che potrebbe essere interessato a rilevare tratte di operatori più piccoli.

I cugini Beniamino e Marcello Gavio sono stati citati da diversi quotidiani tra i possibili partecipanti alla cena di finanziamento del Pd che lo staff di Renzi ha organizzato domani a Milano e questo ha fornito all‘opposizione l‘occasione per sferrare l‘attacco.

Il governo stima in circa 10 miliardi gli investimenti autostradali complessivi che il decreto potrebbe accelerare, gran parte dei quali sarebbero in capo al gruppo Gavio. Tra i beneficiari della norma ci potrebbero essere anche Autobrennero e Autovie Venete.

Alle critiche, Beniamino Gavio ha risposto che la norma consentirebbe di razionalizzare le concessioni in linea con gli altri Paesi europei e di diluire in tempi più lunghi gli investimenti programmati a beneficio dei consumatori.

“In questo momento di crisi l‘unico modo per non aumentare i pedaggi è ripianificare i progetti infrastrutturali su un periodo più lungo”, ha detto in una recente intervista a Repubblica.

TRIVELLAZIONI PETROLIFERE DIVENTANO “OPERE STRATEGICHE”

Il provvedimento è stato rimaneggiato più volte nel precedente passaggio alla Camera, ricalcando i rilievi della Ragioneria dello Stato sulla congruità di alcune coperture.

Le nuove risorse per infrastrutture, soprattutto nel campo ferroviario, che l‘esecutivo mette sul piatto ammontano a circa 4 miliardi e sono spalmate su più esercizi, fino al 2020.

Un intero articolo è dedicato alla ‘banda ultralarga’: il decreto riconosce un credito di imposta su Ires e Irap fino al 50% dell‘investimento sostenuto dalle imprese per la realizzazione della rete.

Il credito di imposta per la realizzazione di infrastrutture in project financing è esteso a tutte le opere, non solo a quelle strategiche. Il beneficio scatta quando l‘opera vale più di 50 milioni (prima era 200). A garanzia dei saldi, il decreto fissa il tetto di 2 miliardi come valore complessivo delle infrastrutture finanziabili attraverso il credito d‘imposta.

Rafforzando quanto prevede la legge di Stabilità del 2014, lo Sblocca Italia consente inoltre al Tesoro di garantire le esposizioni assunte da Cassa depositi e prestiti con il risparmio postale per finanziare le operazioni di “interesse economico generale”.

L‘operatività della Cdp è estesa a una pluralità di settori: energia, ambiente, calamità naturali e protezione civile, trasporti, ricerca ed educazione.

In campo energetico, la norma più rilevante - e più contestata dagli ambientalisti - prevede che le trivellazioni per ricerca e sfruttamento degli idrocarburi nel territorio e nelle acque italiane rivestano il carattere di “opere strategiche”, il che permetterebbe di bypassare alcune resistenze da parte di Regioni ed Enti locali.

Nel comparto edilizio, forse il più popolare, il decreto prevede una serie di agevolazioni per chi intende accorpare o frazionare gli appartamenti. Il principale è che d‘ora in avanti, prima di avviare la ristrutturazione, a volumi invariati, basterà inviare una comunicazione di inizio lavori, controfirmata da un tecnico, senza dover ottenere dal comune il relativo permesso.

Inoltre, chi compra un immobile a destinazione residenziale (ma non classificato come immobile di lusso, signorile o di pregio) godrà di un bonus Irpef del 20% sul prezzo di acquisto, con limite massimo di spesa di 300.000 euro, a condizione di affittarlo per almeno 8 anni continuativi a canone concordato.

(Roberto Landucci)

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