16 ottobre 2014 / 14:28 / 3 anni fa

RPT-Ilva appesa a decisione tribunale Milano su sblocco 1,2 mld ex Riva

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 16 ottobre (Reuters) - Il tribunale di Milano deciderà domani se trasferire a Ilva gli 1,2 miliardi sequestrati alla famiglia Riva per presunta truffa allo Stato e considerati vitali per l‘azienda siderurgica in crisi di liquidità.

La richiesta di trasferimento dei fondi all‘azienda è stata avanzata dal commissario governativo di Ilva, l‘ex ministro Pietro Gnudi, per finanziare il piano di bonifica ambientale dell‘azienda, che secondo l‘ex subcommissario Edo Ronchi vale complessivamente circa 1,8 mld di euro.

Si tratta di attuare - entro agosto 2016 - le prescrizioni della nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) decisa dal governo Monti dopo che nell‘estate del 2012 la procura sequestrò gran parte degli impianti di Taranto, la più grande acciaieria d‘Europa, nell‘ambito di un‘inchiesta per disastro ambientale.

Ma oltre che nel mirino dei giudici, Ilva è finita anche in quello della Commissione europea di Bruxelles, che giusto oggi ha annunciato di aver inviato un parere motivato all‘Italia, perché l‘azienda continuerebbe a inquinare.

Gnudi, che ha già ottenuto l‘ok delle banche creditrici a un prestito ponte da 250 milioni di euro, sta cercando di convincere i giudici milanesi a spostare i fondi sequestrati ai Riva nell‘ambito di un‘inchiesta sul rientro in Italia - grazie al cosiddetto scudo fiscale - di denaro fatto figurare come patrimonio familiare e che invece sarebbe stato prelevato dalle casse dell‘azienda.

Non è stato per il momento possibile avere un commento dalla famiglia Riva sulla vicenda.

Una fonte a conoscenza del dossier dice che “in Ilva si respira una forte preoccupazione” per la decisione di domani, che potrebbe avere una ripercussione anche sui potenziali investitori oltre che per i circa 15.000 posti di lavoro, concentrati in grandissima parte a Taranto.

Per l‘acquisizione dell‘azienda Gnudi ha ricevuto diverse manifestazioni d‘interesse, anche se la trattativa più avanzata, ha detto lo stesso commissario, è quella in corso con il gigante mondiale della siderurgia ArcelorMittal, con cui è alleata l‘italiana Marcegaglia, oggi principale cliente di Ilva.

Sempre oggi, in una nota, Federmanager ha parlato della “gravissima crisi finanziaria in cui versa la società, che potrebbe decretarne a breve una fine irreversibile, con tutti i pesanti risvolti conseguenti in termini sociali ed economici”.

Secondo il sindacato dei dirigenti d‘azienda “è vitale poter disporre rapidamente degli ingenti fondi sequestrati alla famiglia Riva... che auspichiamo il Tribunale di Milano decida di sbloccare subito e vengano rimessi a disposizione della gestione Commissariale per coprire il deficit di liquidità dovuto alla riduzione delle vendite dell‘acciaio ed ai costi affrontati per la manutenzione degli impianti e gli interventi Aia”.

Il rischio, secondo Federmanager, è che senza i fondi dei Riva - oggi ancora proprietari al 90% circa dell‘azienda - Ilva potrebbe arrivare praticamente alla svendita.

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