9 ottobre 2014 / 12:07 / tra 3 anni

PUNTO 2-Elicotteri India, ex AD Finmeccanica e AgustaWestland assolti da corruzione, condannati per false fatture

* Cambia prospettiva contratto annullato India

* Orsi: finisce un incubo

* Imputati dovranno risarcire Agenzia Entrate

* Procura attende motivazioni per valutare ricorso (aggiorna con dettagli, dichiarazioni)

di Emilio Parodi

BUSTO ARSIZIO, 9 ottobre (Reuters) - Il Tribunale di Busto Arsizio, al termine del processo di primo grado sulle presunte tangenti per l‘appalto da 560 milioni di euro di 12 elicotteri all‘India nel 2010, ha condannato l‘ex AD di Finmeccanica Giuseppe Orsi e l‘ex AD di AgustaWestland Bruno Spagnolini a due anni per false fatture e li ha invece assolti dall‘imputazione principale di corruzione internazionale “perché il fatto non sussiste”.

Per i giudici quindi, l‘azienda italiana non corruppe nessuno per aggiudicarsi quell‘appalto, ma vennero semplicemente gonfiate le fatture ai consulenti per pagare meno tasse.

Una verità giudiziaria, cristallizzata per ora in primo grado, che apre la possibilità di prospettive più rosee per il contratto che l‘India ha bloccato e per il gruppo Finmeccanica stesso, da qualche mese impedito da New Delhi a partecipare ad altre gare nel cruciale mercato indiano, proprio in conseguenza di questa vicenda.

LA SENTENZA

La sentenza è stata letta dal presidente del collegio giudicante Luisa Bovitutti, dopo circa quattro ore di camera di consiglio, davanti ai due imputati, presenti a tutte le udienze del dibattimento iniziato nel luglio 2013.

La condanna per false fatture è limitata al periodo di imposta dal maggio 2009 al giugno 2010 e la pena è sospesa. Orsi e Spagnolini sono stati inoltre condannati a un anno di interdizione dai pubblici uffici, mentre ad AgustaWestland spa verrà confiscata l‘imposta evasa su un milione e 360.000 euro per il 2009 e quella su oltre 2 milioni e 40.000 euro per il 2010, secondo il dispositivo letto dal Tribunale.

Il Tribunale ha inoltre condannato i due imputati al risarcimento dei danni all‘Agenzia delle Entrate da liquidarsi in separata sede e al versamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione e 500.000 euro. Nessun risarcimento è stato invece riconosciuto al ministero della Difesa indiano, che si era costituito solo per il reato di corruzione internazionale.

“Finisce un incubo”, ha detto ai giornalisti dopo la lettura della sentenza Orsi, accompagnato oggi in aula dalla moglie e dal figlio, oltre a più di una decina di ex dipendenti di Agusta. “Ovviamente abbiamo sempre saputo che non c‘era corruzione, ma ora è il Tribunale che, superando le suggestioni del pm, lo dice. La magistratura giudicante è una garanzia per i cittadini italiani”.

“Abbiamo buttato un anno e mezzo di vita”, gli ha fatto eco Spagnolini.

PER ORSI AGUSTA ORA PUO’ “SALVARE” CONTRATTO ELICOTTERI

“E’ stata una storia assurda - ha continuato Orsi - Era la vendetta di una persona (il riferimento è alle dichiarazioni ai magistrati napoletani di Lorenzo Borgogni, ex manager Finmeccanica, allontanato dall‘azienda). Sono stato coperto di fango dalla stampa, ho fatto 80 giorni di carcere... sono stati due anni e mezzo molto difficili (il riferimento temporale iniziale è all‘avvio dell‘inchiesta a Napoli), ma per fortuna avevo le tre F, fede, famiglia e friends”.

Orsi, ha poi concluso dicendo che ora con questa sentenza spera che possa essere recuperato il rapporto con l‘India e onorato il contratto per i 12 elicotteri. “Ci conto. Agusta può ritornare nel mondo a testa alta e dire che è pulita, non c‘è stata corruzione e non c‘è stata violazione dell‘integrity pact con l‘India. In più è importante che si restituisca l‘onore all‘ex capo di stato maggiore dell‘aeronautica indiana Sashi Tiagy, ingiustamente ritenuto corrotto dalla procura e sotto inchiesta in India”.

MORETTI: NOTIZIA POSITIVA. INDIA: ASPETTA SUA INCHIESTA

Una interpretazione della sentenza, per quel che riguarda AgustaWestland, condivisa dall‘attuale AD di Finmeccanica, Mauro Moretti, che oggi ha definito “positiva” la notizia di questo verdetto. Aggiungendo che “si toglie una cappa che tanto ci ha fatto soffrire”.

Il caso degli elicotteri aveva messo in forte imbarazzo il governo indiano che ad agosto ha vietato alle società del gruppo Finmeccanica di presentare offerte per futuri contratti, mentre le autorità di New Delhi continuano a indagare su presunte tangenti per questa commessa, poi annullata (l‘India finora ha inoltre escusso fidejussioni per circa 225 milioni e si è tenuta i primi tre elicotteri, che valgono circa 37 milioni di euro l‘uno).

Dall‘India infine, l‘unica reazione ufficiale arriva oggi da un funzionario del Ministero della Difesa, che commenta la sentenza così: “Per quel che ci riguarda, il Central Bureau of Investigation (Cbi) sta conducendo un‘inchiesta sulla vicenda e attenderemo le conclusioni del Cbi”.

AMODIO: FINO A QUANDO TOLLERARE APPROSSIMAZIONI INDAGINI?

Durissima infine la reazione del legale di Orsi, l‘avvocato Amodio, nei confronti della procura.

“Il Tribunale ha azzerato le indagini del pm facendole deragliare dal binario della corruzione internazionale. La perentorietà della formula di assoluzione svuota di ogni significato l‘accusa”, si legge in una nota diffusa dal legale, che ha anche annunciato ricorso in appello contro la condanna per false fatture.

“È sorprendente che gli inquirenti abbiano potuto chiedere ed ottenere misure cautelari basate sul nulla, decapitando due grandi imprese e facendole precipitare nell‘abisso delle black list internazionali. Fino a quando il Paese dovrà tollerare i guasti delle approssimazioni investigative delle Procure?”.

IL QUADRO DI ACCUSA E DIFESA

La procura, al termine della requisitoria di tre mesi fa aveva chiesto la condanna di Orsi e Spagnolini rispettivamente a sei e cinque anni di reclusione per i reati di corruzione giudiziaria e false fatture. Le due parti civili, l‘Agenzia delle Entrate e il Ministero della Difesa indiano, si erano associate alla procura e avevano chiesto il risarcimento dei danni morali e patrimoniali da liquidare in separata sede .

Le difese, in tre giorni di arringhe concluse la scorsa settimana, avevano chiesto la piena assoluzione di entrambi gli imputati, sostenendo l‘assenza di prove sia di un accordo corruttivo, sia dell‘atto contrario ai doveri d‘ufficio di pubblici ufficiali indiani, sia delle sovraffatturazioni ai consulenti. .

In estrema sintesi, secondo l‘accusa una parte delle presunte tangenti sarebbero state originate da contratti di consulenza al gruppo dell‘italoamericano residente in Svizzera Guido Ralph Haschke, uscito dalla vicenda con un patteggiamento a un anno e 10 mesi per corruzione internazionale. Il gruppo comprende anche lo svizzero Carlo Gerosa e i tre fratelli Tiagy, imprenditori indiani. Haschke, grazie al collegamento con Sashi Tiagy, cugino dei suoi soci, all‘epoca capo di stato maggiore dell‘aeronautica indiana e presunto destinatario delle mazzette, avrebbe garantito il buon esito della gara d‘appalto, facendo abbassare la quota operativa di volo richiesta agli elicotteri. Un‘altra parte della presunta tangente, sempre secondo l‘accusa, sarebbe arrivata da un‘operazione con la quale il consulente di AgustaWestland ltd, il britannico Christian Michel (destinatario di una ordinanza d‘arresto), riacquistò dall‘India dei vecchi e malridotti elicotteri Wg30 (vecchia fornitura della Westland) al prezzo di 7 milioni di euro per toglierli dal mercato e li rivendette ad AgustaWestland per oltre 18 milioni.

Altrettanto sinteticamente, per le difese prima di tutto Haschke avrebbe esagerato il suo ruolo per poter accreditarsi presso Finmeccanica e ottenere così dei lavori, il maresciallo Tiagy non sarebbe stato nella posizione di influenzare alcunché, visto che le decisioni sulle caratteristiche della gara vennero assunte da altri organi, ogni consulenza era giustificata e ogni pagamento rendicontato a fronte di un lavoro effettivamente svolto.

PROCURA ATTENDE MOTIVAZIONI

Mentre fonti giudiziarie fanno sapere che la procura attende la lettura delle motivazioni della sentenza, previste fra tre mesi, per decidere se fare appello contro l‘assoluzione per corruzione, questa sentenza pone comunque una necessità di valutazione sul prosieguo della parte dell‘inchiesta rimasta aperta.

Dell‘imponente fascicolo partito dalla procura di Napoli e arrivato infine a Busto Arsizio, resta ancora pendente un‘indagine in attesa di chiusura su Michel e l‘avvocato indiano Gautam Khaitan (entrambi destinatari di un ordine d‘arresto internazionale) e per Gerosa, la cui posizione pare destinata ad essere trasmessa in Svizzera.

Il fatto è che per la procura il reato di false fatture era strettamente legato a quello di corruzione: cioè, nell‘ipotesi di accusa, era il reato che sarebbe servito per costituire la provvista di denaro per la corruzione. E l‘ordine d‘arresto per Michel e Khaitan è proprio per corruzione internazionale, quindi per questi due indagati c‘è un giudicato cautelare per corruzione, e la procura dovrà attendere le motivazioni della sentenza di oggi per orientarsi nell‘indagine su costoro.

PATTEGGIAMENTI E ARCHIVIAZIONI

Oltre a questo, a margine del processo concluso oggi e dell‘inchiesta in corso, restano: tre patteggiamenti, quello di Haschke e quelli di AgustaWestland ltd (che ha visto al confisca di 7,5 milioni di euro come “prezzo del reato presupposto di corruzione”) e AgustaWestland spa; un fascicolo trasmesso per competenza territoriale a Roma a carico dell‘ex presidente della Corte di Appello di Venezia, ed ex capo dell‘organo di vigilanza di Finmeccanica, Manuela Romei Pasetti, con le ipotesi di favoreggiamento e accesso abusivo a sistema informatico; una serie di archiviazioni con in testa quella di Finmeccanica e quella per la vicenda della ipotizzata tangente alla Lega Nord.

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