8 ottobre 2014 / 18:39 / tra 3 anni

PUNTO 1-Italia mette Jobs Act su tavolo ma rischia no Ue a legge Stabilità

(unisce take, aggiunge commenti da conferenza stampa)

di Giulio Piovaccari e Elvira Pollina

MILANO, 8 ottobre (Reuters) - Matteo Renzi rilancia sul tavolo europeo lo scambio tra riforme strutturali e ok a una legge di bilancio in cui l‘austerità lasci uno spazio importante alla misure per la crescita ma l‘Italia rischia comunque una bocciatura della legge di Stabilità da parte di Bruxelles.

Nella conferenza europea sul lavoro, conquistata faticosamente, il presidente di turno dell‘Unione europea ha incassato a Milano il sì al Jobs Act, che in serata sarà oggetto del voto di fiducia al Senato in forma di delega all‘esecutivo.

Il decreto delegato del governo supererà l‘articolo 18, introducendo, per i licenziamenti economici, una indennità crescente in base all‘anzianità, ma senza diritto alla reintegra..

Anche se da parte dei leader Ue, Angela Merkel compresa, è arrivato il sostegno esplicito all‘iniziativa di riforma del mercato del lavoro, il successo della strategia del premier non è scontato.

Nelle stesse ore a Bruxelles, a conferma dei dubbi, una fonte della Commissione europea ha definito “molto difficile” l‘approvazione del programma di stabilità italiano, così come è stato annunciato con il rinvio del pareggio di bilancio strutturale al 2017.

SOSTEGNO HOLLANDE, MERKEL EVITA TONI ASPRI MA RICORDA IMPEGNI

Nella richiesta di maggiore flessibilità per aiutare la ripresa economica Renzi ha trovato anche a Milano, dove l‘inizio del vertice è stato accompagnato dalle proteste contro la riforma del mercato del lavoro, l‘appoggio della Francia.

“Tutti dobbiamo fare le riforme, ma dobbiamo anche rivedere le politiche di bilancio, visto cosa c‘è in gioco in termini di crescita”, ha affermato il presidente francese Franocis Hollande, che ha anche chiesto alla Germania di fare essa stessa passi nella direzione del sostegno alla domanda.

Da parte sua il cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha evitato di battere eccessivamente sul tasto del rigore, ha sottolineato di non avere motivi per pensare che Francia e Italia, i due osservati speciali, non rispettino gli impegni a livello europeo.

Nessuna bocciatura esplicita, dunque, della decisione di Roma e Parigi di rinviare il raggiungimento dei target di bilancio, che per Merkel comunque restano un punto fermo.

A Hollande, inoltre, Merkel ha ricordato che, a sostegno della domanda interna, la Germania ha stanziato 9 miliardi di euro a favore del salario minimo.

Anche per Parigi, dunque, resta il rischio di una bocciatura europea.

L‘ex-ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici, designato al ruolo di prossimo commissario Ue agli Affari economici e monetari, nel rispondere alle domande del Parlamento europeo si è detto pronto ad azioni disciplinari contro la Francia nel caso non rispettasse le regole europee .

Al di là dei toni concilianti dell‘incontro milanese, dunque, i conti di Roma e Parigi restano sotto la lente di Bruxelles.

E per l‘Italia il nuovo quadro macroeconomico, già approvato dal governo lo scorso 30 settembre, con lo slittamento del pareggio strutturale di bilancio oltre il limite previsto dalla Commissione rimane un nodo da sciogliere.

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