15 luglio 2014 / 14:13 / 3 anni fa

Mediaset,Telefonica in Premium "fa comodo",pericoli da tlc e web-Confalonieri

MILANO, 15 luglio (Reuters) - L‘ingresso di Telefonica in Mediaset Premium è segno del naturale avvicinamento tra broadcaster e tlc e “fa comodo” a Mediaset che oltre alla crisi del mercato pubblicitario deve fronteggiare anche un contesto competitivo che giudica poco equo.

E’ quanto ha detto il presidente del gruppo Fedele Confalonieri nel corso di un‘audizione alla Commissione Trasporti alla Camera nell‘ambito di un‘indagine conoscitiva sul sistema dei media.

“NELLE COSE” ALLEANZA CON GRUPPO TLC

“Seguendo lo sviluppo tecnologico ha senso avere rapporti con i gruppi telefonici, che ci fosse la possibilità di fare alleanze con le società di tlc era nelle cose, poi vedremo dove porteranno”, ha detto Confalonieri rispondendo a una domanda sul recente accordo con Telefonica che porterà gli spagnoli nella pay Tv del Biscione con una quota dell‘11% circa. In particolare il presidente di Mediaset ha citato possibili sviluppi su Infinity, il servizio di contenuti on demand del gruppo controllato dalla famiglia Berlusconi.

“A noi quell‘11% di Alierta (il presidente di Telefonica) ci fa comodo. Nella nostra strategia c‘è sempre di più l‘idea di aprirci, ma naturalmente deve esserci anche una congiuntura diversa, che ci permetta di fare investimenti”, ha proseguito ricordando la lunga crisi che ha investito il mercato pubblicitario in Italia.

RISCHI DA FAME FREQUENZE GRUPPI TLC E ASSENZA REGOLE SU WEB

Se le tlc sono un‘opportunità per la Tv, ha messo in chiaro il presidente di Mediaset, rischiano anche di diventare, accanto ai giganti di Internet, una seria minaccia alla sopravvivenza della Tv generalista e dei produttori di contenuti in genere.

Confalonieri ha infatti sottolineato che “la concorrenza sleale degli Over The Top con la televisione e la pressione degli operatori di telefonia mobile sulle frequenze UHF, quelle indispensabili per la sopravvivenza stessa della piattaforma terrestre”, potrebbero “distruggere l‘equilibrio competitivo” in cui opera Mediaset.

“Google e quelli come Google non sono editori (...), bensì si limitano ad ‘ospitare’ contenuti postati sulla rete da altri”, senza regole, senza fare investimenti e senza pagare le tasse dove raccolgono il fatturato pubblicitario, ha ricordato Confalonieri che auspica un‘azione incisiva a livello europeo.

Quanto alla fame di frequenze degli operatori tlc, il manager sposa l‘idea che l‘intenzione sia di levare di mezzo la trasmissione terrestre per far circolare i contenuti tv solo sulla broadband. Questa sarebbe, secondo alcuni, “l‘unica ipotesi per poter innalzare la domanda di connessione mobile e giustificare così gli alti costi pubblici per la diffusione della broadband mobile”.

Fino a cinque anni fa, la porzione di banda UHF (quella che va da 470 a 894 MHz) era totalmente riservata alla televisione. Poi, ha ricordato Confalonieri, gli 800 MHz sono stati venduti in asta ai gruppi tlc perché potessero trasmettere contenuti e dal 2015 anche una parte della banda 700 MHz potrebbe finire agli operatori mobili. Se a questi andasse l‘intera banda, “il digitale terrestre perderebbe il 30% delle frequenze in uso” e sarebbe condannato “alla marginalizzazione”.

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