11 luglio 2014 / 11:39 / tra 3 anni

PUNTO 1-Italia, Prometeia vede Pil 2014 a 0,3%, pesano quadro macro, forza euro

(aggiunge dettagli da nota Prometeia, background)

MILANO, 11 luglio (Reuters) - Prometeia rivede bruscamente al ribasso le previsioni per la crescita del Pil italiano nel 2014.

La nuova stima del think-tank bolognese si attesta a +0,3% in netto calo rispetto al +0,7% stimato dall‘istituto tre mesi fa.

“Prometeia prevede che l‘incremento del Pil si fermerà quest‘anno allo 0,3%, salendo poi a 1,2% nel 2015 non solo per l‘effetto dei dati storici peggiori delle attese, ma anche per la forza del ciclo internazionale il cui abbrivio è inferiore alle attese e la forza dell‘euro che persiste nonostante l‘ulteriore allentamento della politica monetaria” scrive l‘istituto nella nota.

La stima ufficiale del governo per il Pil 2014 si attesta a +0,8%, ma il ministro dell‘Economia, Piercarlo Padoan, ha fatto intendere che una revisione al ribasso è possibile.

Nei giorni scorsi anche l‘Istat ha rivisto al ribasso la sua previsione, parlando di crescita annua “debolmente positiva”.

Pesa in primo luogo l‘entrata nel 2014 con un dato trimestrale negativo (-0,1%) a dispetto delle attese. E anche nel trimestre in corso “la variazione congiunturale del Pil è prevista ricadere in un intervallo compreso tra -0,1% e +0,3%” affermava l‘istituto di statistica.

CON PIL DEBOLE CALO DEBITO/PIL DIFFICILE

Un Pil ancora debole avrà poi come effetto negativo quello di rendere difficile la discesa del rapporto debito/Pil.

Prometeia evidenzia in proposito che “la crescita del Pil nominale, circa il 2,6% medio annuo tra il 2014 e il 2017, decisamente inferiore al rendimento nominale dei titoli di Stato a lungo termine (il 3,8% se guardiamo al costo medio del debito pubblico), implicherà un avanzo primario di bilancio di almeno 1,2% del Pil per evitare che il rapporto debito pubblico/Pil aumenti, maggiore dell‘1,2 se si vuole che tale rapporto si riduca”.

Il ministero dell‘Economia prevede per quest‘anno un debito/Pil sostanzialmente stabile al 134,9% e un successivo calo al 133,35 nel 2015.

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