23 giugno 2014 / 17:54 / tra 3 anni

PUNTO 1-Diritti Serie A, Lega rinvia decisione, battaglia Sky/Mediaset

(Aggiunge contesto, controdiffida Mediaset)

di Elvira Pollina

MILANO, 23 giugno (Reuters) - Fumata nera dall‘assemblea della Lega Serie A di calcio che, dopo una riunione durata circa tre ore, non è riuscita a trovare una soluzione sull‘intricata vicenda dei diritti televisivi per il triennio 2015-2018, che rischia di scivolare in un contenzioso legale.

Tutto è rimandato a mercoledì, quando i presidenti delle società di calcio che militano nella massima serie italiana torneranno a riunirsi per cercare di trovare una soluzione, un giorno prima del termine ultimo fissato dal bando di gara.

La torta dei diritti tv dovrebbe portare nelle tasche dei club circa un miliardo di euro.

Il clima in assemblea è tutt‘altro che disteso: Sky Italia, che ha presentato le offerte più alte per i pacchetti più pregiati, risultando vincitrice dei diritti per le 8 principali squadre di Serie A sia sul satellite che sul digitale, ha inviato all‘assemblea una diffida dal procedere all‘assegnazione utilizzando criteri e ipotesi non previsti dal bando.

Il riferimento è alla possibile soluzione - confermata a Reuters da una fonte come linea maggioritaria nell‘assemblea di oggi - secondo cui la Lega assegnerebbe a Mediaset il pacchetto A, comprensivo dei match delle 8 big sul satellite, più il pacchetto D con l‘esclusiva delle 12 squadre minori e al gruppo Murdoch quello B, contenente le partite dei club principali su piattaforma digitale.

Preludio di un possibile scambio, visto che i due player televisivi sono attivi su piattaforme opposte rispetto ai lotti che verrebbero loro rispettivamente assegnati, ipotesi la cui fattibilità non era stata esclusa dall‘Agcom nei giorni scorsi.

Questa soluzione sarebbe anche caldeggiata dalla maggior parte dei presidenti perché permetterebbe di massimizzare gli introiti.

Ad assemblea chiusa, Mediaset replica con una controdiffida a Sky Italia, bollando le deduzioni prive di fondamento, invitando la Lega a non tenerne conto, in quanto strumentali.

Il gruppo del Biscione, che si è aggiudicato la Champions League sborsando poco meno di 700 milioni per il prossimo triennio e per la Serie A ha avanzato solo offerte vincolate non previste dal bando, dal canto suo invoca il divieto di “one single buyer”, previsto dalla legge Melandri e definisce le proprie offerte legittime ai sensi di legge.

Il rischio che tutto scivoli in un contenzioso legale è dunque concreto. Proprio per superare l‘impasse, ha spiegato una fonte presente alla riunione, “domani mattina [nella sede della Lega] ci sarà una riunione per fare una ricognizione giuridica sulla vicenda”.

Una delle ipotesi è che per evitare nodi legali la Lega decida di azzerare la gara.

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