3 giugno 2014 / 06:33 / 3 anni fa

RPT - PUNTO 2-Italia scampa bocciatura su rinvio pareggio ma Ue chiede nuova manovra

(Nuovo invio senza modifiche pezzo ieri)

* Richiesto ‘sforzo aggiuntivo’ per 2014 valutabile in 9 mld

* Italia evita procedura per squilibri eccessivi

* Commissione uscente lascia tema rinvio pareggio a successori

* Per Tesoro Ue non ha tenuto conto di alcune misure già programmate

BRUXELLES/MILANO, 2 giugno (Reuters) - L‘Italia evita per un soffio la bocciatura formale della decisione di rinviare al 2016 il pareggio di bilancio strutturale e scampa anche la temuta procedura per squilibri economici eccessivi.

Ma la Commissione europea chiede comunque una nuova manovra quest‘anno per garantire il rispetto della regola della riduzione del debito e di un calo adeguato del deficit strutturale.

E’ questo il giudizio, in chiaroscuro, contenuto nelle ‘raccomandazioni’, con cui Bruxelles certifica, paese per paese, i passi compiuti dai governi per mettere consolidare le proprie economie.

La replica del ministro dell‘Economia Padoan arriva via Twitter e segnala l‘impegno del governo ad accelerare le riforme e le privatizzazioni in modo sostenibile e segnala come la Commissione Ue apprezzi le riforme italiane.

Segue a stretto giro una nota del Tesoro, che si dice fiducioso rispetto al raggiungimento degli obiettivi di bilancio senza ulteriori interventi, e imputa il diverso orientamento della Ue alla mancata considerazione di minori spese pianificate ancora non specificate, e agli introiti delle privatizzazioni.

I RILIEVI DI BRUXELLES

Il documento dedicato all‘Italia, pubblicato a seguito di una lunga discussione in seno all‘esecutivo Ue, che ha posticipato la propria riunione anche per gli impegni elettorali di Rehn, abbonda, infatti, di rilievi che spingono Bruxelles a chiedere una nuova correzione dei conti pubblici quest‘anno, dal momento che per la Commissione, l‘Italia non rispetta il parametro della riduzione del debito.

“Stando alla valutazione del programma e alle previsioni della Commissione, il Consiglio è del parere che siano necessari sforzi aggiuntivi, in particolare nel 2014, per garantire la conformità ai requisiti del patto di stabilità e crescita”.

Tradotto significa una nuova manovra, perché l‘aggiustamento strutturale prospettato dall‘Italia, pari allo 0,1% del Pil, è inferiore allo 0,7% richiesto. Il conto si aggirerebbe quindi sui 9 miliardi di euro.

“Nel 2014 è prevista una deviazione dal percorso di aggiustamento verso l‘obiettivo a medio termine che, se si ripetesse l‘anno successivo, potrebbe essere valutata come significativa, anche in base al parametro di riferimento per la spesa”, avverte la Commissione.

“La Commissione Ue ci grazia. Visto quello che ha scritto nelle raccomandazioni era più coerente bocciarci”, è il commento su Twitter di Alessandro De Nicola, economista e presidente di Adam Smith Society.

Dall‘analisi contenuta nel documento quello che sembra emergere è la non piena affidabilità delle stime contenute nel Documento di economia e finanza. Se è vero che “l‘aggiustamento strutturale previsto nel programma permetterebbe all‘Italia di rispettare il parametro di riferimento della riduzione del debito nel periodo di transizione 2013-2015”, in parte grazie a un “ambizioso” programma di privatizzazioni nel triennio 2014-2017, “lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma è leggermente ottimistico”, scrive la Ue nelle sue raccomandazioni.

“Il raggiungimento degli obiettivi di bilancio, inoltre, non è totalmente suffragato da misure sufficientemente dettagliate, soprattutto a partire dal 2015”, rilevano ancora le autorità europee.

In un primo tempo l‘Italia si era impegnata con la Commissione europea a ridurre nel 2014 il disavanzo strutturale, calcolato al netto del ciclo e delle una tantum, entro lo 0,5% del Pil che delimita il pareggio. A metà aprile, pubblicando il Documento di economia e finanza (Def), il governo ha poi deciso di rinviare il ‘close to balance’ al 2015 e il pareggio pieno al 2016, motivando la scelta con l‘esigenza di non indebolire la già fragile economia.

SCAMPATA BOCCIATURA FORMALE, PALLA PASSA A NUOVO ESECUTIVO

La bocciatura formale della scelta di rinviare il pareggio di bilancio non c‘è, e in questo può avere avuto un peso anche il passaggio di consegne in corso nell‘esecutivo Ue e la scelta di lasciare ai nuovi vertici europei la decisione rispetto all‘atteggiamento da tenere con Roma.

Ma la stroncatura è stata evitata per un soffio. E lo dimostra una bozza del documento, visionata da Reuters, in cui si metteva nero su bianco che lo slittamento del pareggio di bilancio richiesto dall‘Italia non poteva essere garantito. Frase poi eliminata dalla versione finale, anche se le parole di Rehn lasciano poco spazio ai dubbi.

“E’ importante sottolineare che posticipare il raggiungimento dell‘obiettivo di bilancio a medio termine non mette l‘Italia in una buona posizione riguardo le regole che Roma ha sottoscritto”, ha sottolineato il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn.

Unica concessione: se il Paese ripiombasse in recessione, Bruxelles sarebbe pronta a rivalutare le proprie richieste.

IMPEGNO SU RIFORME EVITA PROCEDURA SQUILIBRI ECCESSIVI

La Ue riconosce comunque all‘Italia un impegno nel campo delle riforme per migliorare la competitività dell‘economia e incanalarla su un percorso di crescita sostenibile.

“Per quanto riguarda i Paesi con squilibri eccessivi come Italia, Croazia e Slovenia, abbiamo riscontrato che i programmi di riforme si sono rivolti in modo adeguato alle sfide che abbiamo individuato a marzo”, ha detto Rehn, in scadenza come tutto l‘esecutivo Ue.

“E questo è il motivo per cui non proporremo di avviare delle procedure di squilibri eccessivi per questi tre Stati membri”, ha aggiunto.

Tuttavia, ha messo in chiaro il commissario, Bruxelles monitorerà “con molta attenzione che le raccomandazioni fatte oggi vengano implementate”.

Per Bruxelles i recenti interventi volti ad alleggerire la pressione fiscale su lavoratori e imprese, sono stati piuttosto limitati, e ci sono spazi per spostare il carico fiscale su consumi, beni immobili e ambiente, rispettando rigorosamente gli obiettivi di bilancio. A questo si deve associare “misure risolute contro l‘evasione fiscale”.

Inoltre, sottolinea la Commissione, va garantita una “corretta attuazione e un attento monitoraggio delle riforme adottate, per ottenere i benefici previsti in termini di maggiore flessibilità in uscita, di una flessibilità in entrata meglio regolamentata, di un sistema più integrato di sussidi di disoccupazione e di un miglior allineamento dei salari alla produttività”.

(Elvira Pollina)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below