30 maggio 2014 / 15:23 / 3 anni fa

Ilva, Marcegaglia: interessati, ma serve chiarezza

di Silvia Antonioli e Massimiliano Di Giorgio

LONDRA/ROMA, 30 maggio (Reuters) - L‘azienda siderurgica Marcegaglia è interessata a investire in Ilva, insieme ad almeno un altro partner, ma spiega di aver bisogno di maggiori informazioni sulla situazione finanziaria della società, oggi commissariata dal governo.

”Siamo interessati al ruolo di player attivo nel processo di potenziale ricapitalizzazione, insieme a un partner industriale, ha detto a Reuters Antonio Marcegaglia, amministratore delegato dell‘azienda, aggiungendo che un produttore di acciaio come ArcelorMittal sarebbe un buon partner per un‘acquisizione, data la sua esperienza nel settore e la solidità finanziaria.

Ieri rappresentanti di ArcelorMittal, gigante mondiale dell‘acciaio, hanno incontrato a Roma il ministro dello Sviluppo economico Fedetica Guidi. Né l‘azienda né il ministero hanno voluto fare commenti sulla riunione.

Successivamente, il ministro ha ricevuto la famiglia Riva, proprietaria dell‘Ilva, anche se da un anno l‘azienda è commissariata per assolvere alle prescrizioni ambientali imposte dal governo all‘impianto di Taranto, la più grande acciaieria d‘Europa.

Nelle stesse ore, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio incontrava il commissario dell‘Ilva Enrico Bondi, il cui mandato, se il governo non lo rinnoverà, scade il 4 giugno.

Sempre ieri, il presidente dell‘Ilva ha detto che sulla questione dell‘Ilva serve un cambio di passo... nel giro di qualche giorno”.

“Comunque le condizioni sono ancora troppo poco chiare al momento, per prendere iniziative da parte nostra. Abbiamo maggiore chiarezza sui numeri di Ilva, sui costi, sugli investimenti e sul passivo precedente”, ha detto ancora Marcegaglia.

La sua società, che produce tubi, piastre e bobine di acciaio, è uno dei principali clienti sia di Ilva che di ArcelorMittal.

Tra i possibili nuovi investitori di Ilva - che affiancherebbero i Riva, comunque pronti a partecipare all‘aumento del capitale anche se chiedono anch‘essi chiarezza sui numeri al governo - ci sarebbero anche l‘azienda indiana Jindal, dicono alcune fonti, e l‘italiana Arvedi.

Se da Jindal non arriva nessun commento, Giovanni Arvedi, numero uno dell‘impresa omonima, ha detto pochi giorni fa che la soluzione per Ilva non è “né rapida, né facile”, ma “deve essere costruita”, perché “deve tornare ad essere competitiva”.

“Il gruppo ha già dato al governo la disponibilità per una soluzione, che al momento va ancora trovata. L‘Italia non può fare a meno di Taranto”, ha detto ancora Arvedi.

Intanto, il governo sta esaminando il piano industriale presentato da Bondi. Secondo una fonte vicina al commissario, Ilva ha necessità di circa 4,1 miliardi tra aumento di capitale, bonifica ambientale e altri interventi.

Per Federacciai, l‘azienda perde attualmente dai 60 agli 80 milioni di euro al mese, e il piano industriale è troppo costoso.

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below