19 maggio 2014 / 15:59 / tra 3 anni

SINTESI-Italia, mercati in tensione in vista sfida Renzi-Grillo a Europee

* Strategist non vedono interruzione trend positivo, confermano target spread

* Fibrillazioni innescate da riposizionamento fondi speculativi Usa, cautela nazionali

* Per operatori si profila settimana all‘insegna di volatilità

di Elvira Pollina e Sara Rossi

MILANO, 19 maggio (Reuters) - Dopo una luna di miele che proseguiva ininterrotta dall‘inizio dell‘anno, l‘incombere del voto europeo, e in particolare l‘incognita della portata del successo dei movimenti euroscettici, fa litigare l‘Italia con i mercati finanziari.

E, a detta di analisti e operatori, nei giorni che precederanno la tornata elettorale del prossimo 25 maggio, non mancheranno nuove tensioni anche se, al momento, non è prevista una vera e propria rottura del trend positivo.

Che qualcosa stesse cambiando, lo si è avvertito inequivocabilmente la settimana scorsa, dopo la delusione per l‘andamento dell‘economia, italiana e della zona euro, nel primo trimestre, inferiore alle attese.

Oggi, la replica: lo spread tra Btp e Bund decennali ha sfiorato i 190 punti base, segnando i massimi da oltre due mesi, per poi chiudere a 181 punti base dai 173 di venerdì, ma soprattutto una trentina di punti base in più rispetto a lunedì scorso.

“Sarà una settimana abbastanza difficile. Per il medio termine, ossia per un orizzonte di tre mesi, noi continuiamo a restare positivi”, commenta Marco Brancolini, strategist di Royal Bank of Scotland. “Da qui a tre mesi, abbiamo un target sullo spread a 10 anni a 100 punti base e lo manteniamo”.

Per Brancolini, il punto fondamentale è che mancano gli acquisti, perché in vista del voto europeo c‘è un atteggiamento di prudenza, anche da parte degli investitori italiani.

“I mercati Usa e Londra lunedì prossimo saranno chiusi, quindi è probabile che tra giovedì e venerdì hedge fund esteri facciano altri realizzi”, spiega un dealer di bond governativi. Si spiega così la poca voglia di comprare.

Sotto pressione anche Piazza Affari che, tuttavia, in una seduta ‘inquinata’ dallo stacco delle cedole di numerose società (con un impatto negativo di circa l‘1,5% sull‘indice) è arrivata in mattinata a perdere oltre il 3%, per poi terminare con un calo dell‘1,60%.

Milano mantiene comunque lo scettro di miglior performer tra le principali piazze finanziarie europee dall‘inizio dell‘anno e, al netto dell‘effetto dello stacco cedola, chiude la seduta odierna in linea con l‘indice europeo.

Sui flussi Usa in uscita da Piazza Affari, commenta Vincenzo Longo, strategist di Ig Markets, gioca un ruolo la possibilità che nuove misure espansive da parte di Francoforte possano indebolire l‘euro.

Questo induce, spiega lo strategist, induce gli investitori statunitensi, che dallo scorso autunno sono stati i principali protagonisti di acquisti sull‘equity italiano, a tutelarsi da una svalutazione del proprio investimento.

ATTENZIONE A RISULTATO GRILLO

Secondo gli operatori, a spingere gli investitori esteri, in particolar modo i fondi speculativi, verso le prese di profitto è l‘incognita della portata dell‘affermazione dei movimenti contrari alle politiche di austerità e pro-euro, promosse in questi anni da Bruxelles.

Affermazione che in Italia verrà misurata in buona parte dai consensi che sarà capace di raccogliere il Movimento 5 Stelle guidato da Beppe Grillo.

Quest‘ultimo, nei sondaggi pubblicati prima del silenzio elettorale stabilito per legge, era dato fino una decina di punti sotto il Partito democratico, guidato dal premier Matteo Renzi.

Ma la capacità dei Cinque Stelle di raccogliere il voto di protesta, già testata alle elezioni politiche dell‘anno scorso, consiglia di non dare nulla per scontato.

“Credo che [sull‘obbligazionario] l‘Italia stia soffrendo un po’ più rispetto alla Spagna, perchè c‘è la possibilità che [il movimento di Beppe] Grillo sia il primo partito”, sottolinea un dealer attivo sul comparto dei titoli di Stato italiani.

La sfida Renzi e Grillo alle europee, insomma, potrebbe decidere il futuro del governo.

In mattinata il rendimento del decennale italiano è salito fino al 3,20%, massimao da un paio di mesi, mentre l‘analoga scadenza spagnola ha toccato un picco intraday del 3,06%.

“Non credo il decennale italiano supererà il 3,25% entro il prossimo fine settimana ma mi aspetto molta volatilità, dei rimbalzi seguiti da altre situazioni di nervosismo”, prosegue il dealer milanese.

All‘inizio della settimana scorsa Roma e Madrid pagavano sul tratto decennale un rendimento di una decina di punti base inferiore al 3%, ai minimi dall‘introduzione dell‘area euro.

”La correzione è stata abbastanza violenta, ma al momento non ravvisiamo l‘inversione del trend. Per la fine dell‘anno confermiamo un target di 120 punti base [sullo spread tra decennali Btp e Bund], spiega lo strategist Ing Alessandro Giansanti, che vede la risalita dei tassi italiani come una “buying opportunity”.

Per Giansanti il ritracciamento dell‘obbligazionario italiano è da ritenersi “fisiologico”, dal momento che il rally che lo ha preceduto “nell‘ultima frazione era completamente slegato dai fondamentali economici, e dettato unicamente dalle crescenti aspettative di nuove misure espansive da parte della Banca centrale europea”.

Misure espansive che comunque il mercato continua a prezzare e che, unite all‘interesse da parte degli investitori real money, dovrebbero contenere le pressioni al rialzo.

Secondo quanto riferito a Reuters da diverse fonti, Francoforte sarebbe pronta a tagliare i tassi a giugno, oltre che a varare una serie di misure finalizzate a stimolare il credito alle piccole e medie imprese.

- ha collaborato Elisa Anzolin

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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