9 maggio 2014 / 13:17 / tra 4 anni

PUNTO 3-Ue, Italia proporrà incentivi su bilancio in cambio di riforme

* Ue non deve salvare solo Stati e banche ma anche famiglie - Renzi

* A Consiglio Ue di ottobre versione rivista degli accordi contrattuali

* Renzi - lo spread che temo è quello del populismo (Aggiunge dichiarazioni Schulz in paragrafo 5 e 6)

di Giselda Vagnoni

FIRENZE, 9 maggio (Reuters) - Durante il prossimo semestre di presidenza europea l‘Italia intende presentare un progetto per riconoscere maggiore flessibilità di bilancio agli Stati membri che definiscono e attuano un piano di riforme strutturali.

Lo ha detto Matteo Renzi, dal primo luglio presidente di turno dell‘Ue, convinto che gli Stati europei debbano mostrare attenzione “non solo alla salute dei bilanci nazionali e delle banche ma anche delle famiglie” per contrastare il successo dei partiti euroscettici alle elezioni europee del 25 maggio.

“Al Consiglio europeo di ottobre tenteremo di presentare un lavoro che vada in questa direzione: maggiori incentivi per chi fa le riforme”, ha detto l‘ex sindaco di Firenze alla conferenza “The State of the Union” alla quale ha partecipato anche il candidato dei socialisti europei per la presidenza della commissione Ue Martin Schulz.

“Noi le regole europee le rispettiamo e proprio perché le rispettiamo abbiamo il diritto di chiedere che le regole siano cambiate... E’ giusto salvare Stati e banche ma abbiamo anche bisogno di salvare le famiglie”, ha aggiunto il premier.

Renzi e Schulz hanno mangiato in un ristorante fiorentino insieme al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il consigliere diplomatico di palazzo Chigi Armando Varricchio.

“Io e Renzi abbiamo la stessa linea per riformare l‘Europa” ha detto Schulz al termine del pranzo. “Siamo d‘accordo sul fatto che il criterio del 3% è parte dei trattati e che vogliamo rispettare i trattati. Ma siamo d‘accordo anche sul fatto che dobbiamo discutere, nell‘interpretazione dei trattati, su cosa è investimento nel futuro e cosa è debito per la spesa corrente. Dobbiamo definire la lista degli investimenti tenendo conto della specificità di ciascun paese”.

Il Tesoro, che gestisce il debito in rapporto al Pil più ingente della zona euro dopo la Grecia, prevede di mantenere il deficit anche quest‘anno entro il tetto del 3%.

Tuttavia, l‘Italia non centrerà quest‘anno l‘obiettivo di pareggio del bilancio strutturale, né comincerà a ridurre il debito/Pil come si era impegnata a fare in sede europea.

Per ridare fiato a una economia che cerca di uscire dalla più lunga recessione dal dopoguerra, Renzi ha deciso di ridurre le tasse sui redditi più bassi e ha promesso di pagare tutti i debiti della Pubblica amministrazione ai fornitori privati.

POPULISMO SI TRASFORMERA’ IN ASTENSIONISMO RECORD

Il giudizio sui conti pubblici italiani della Commissione europea, che si appresta ad essere totalmente rinnovata in autunno, è atteso in giugno. Ma Roma ha fatto capire di aspettarsi una interpretazione dei trattati meno restrittiva di quanto fatto finora in tema di rientro di deficit e debito.

“Chi vara riforme strutturali deve poter sfruttare al meglio la flessibilità prevista dai trattati”, ha spiegato a Reuters il sottosegretario agli Affari economici Sandro Gozi, a margine del convegno fiorentino.

Al Consiglio europeo di ottobre l‘Italia cercherà, dunque, di rilanciare i cosiddetti accordi contrattuali in una forma diversa da quella cassata nel summit dello scorso dicembre e che Gozi preferisce chiamare “partenariati per le riforme, la crescita e la concorrenza”.

Renzi - il cui Pd è indicato in testa da tutti i principali sondaggisti ma seguito dal movimento anti-establishment di Beppe Grillo che supererebbe Forza Italia diventando il secondo partito del Paese - ci tiene tuttavia a non entrare in temi troppo tecnici.

“Il rischio dell‘Europa oggi è di ridursi a questioni economiche e finanziarie... Lo spread che temo oggi non è quello che ha agitato il sonno dei miei predecessori [tra tassi tedeschi e tassi italiani] ma lo spread del populismo, il differenziale tra ciò che i cittadini si aspettano da noi e ciò che viene realizzato dai governi”, ha detto ancora Renzi.

Il leader del centrosinistra ha osservato che il populismo alimenta formazioni unite dall‘idea di distruggere il progetto europeo e “si trasformerà in un astensionismo che rischia di arrivare a livelli record”.

“Sarebbe imperdonabile se a fronte di questi segnali di allarme, i politici europei restassero chiusi nelle loro certezze... L‘Italia cercherà di riorientare quella discussione spingendo perchè crescita e occupazione diventino valori costitutivi dell‘Europa”.

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