2 maggio 2014 / 13:17 / tra 4 anni

PUNTO 1-Banche, in trim1 rallenta crescita nuove sofferenze - Bankitalia

* Si va estendendo ripresa dell‘economia, ma resta fragile

* Desta preoccupazione mercato immobiliare, prezzi ancora giù

* Aumentano investimenti esteri in titoli Stato italiani (Riscrive, unifica pezzi, aggiunge dati e background)

ROMA, 2 maggio (Reuters) - In Italia si incomincia a vedere la crescita, poca, ma pur sempre crescita, anche se rimangono preoccupazioni per alcune tendenze dell‘economia, interna e non, che comportano rischi: l‘inflazione troppo bassa che caratterizza l‘area dell‘Euro, il cattivo andamento del mercato immobiliare e i riverberi che la nuova, più restrittiva, politica monetaria americana potrebbe avere sull‘andamento dei tassi in Europa e in Italia.

E’ il quadro che emerge dal rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d‘Italia pubblicato oggi nel quale si annuncia che nel primo trimestre del 2014 si registra una riduzione delle nuove sofferenze bancarie.

In Italia, si legge nello studio semestrale, la ripresa “si va estendendo, ma resta fragile. Prosegue la fase di debolezza del mercato immobiliare e le condizioni finanziarie delle imprese sono ancora deboli”.

Anche se il Paese si trova all‘interno di un‘Europa in cui la ripresa ha riguardato anche i Paesi colpiti dalla crisi del debito sovrano restano “rilevanti preoccupazioni con riferimento all‘evoluzione del quadro macroeconomico”.

“Si è attenuato senza venir meno, il rischio che l‘orientamento meno accomodante della politica monetaria negli Stati Uniti possa indurre un rialzo dei tassi a medio e a lungo termine anche nell‘area dell‘euro”, dice Banca d‘Italia.

Conseguenze negative per la crescita potrebbero arrivare “da un rallentamento delle economie emergenti più accentuato del previsto o da un periodo di bassa inflazione più lungo del previsto”.

Una crescita dei prezzi troppo bassa e protratta per troppo tempo costringerebbe i debitori (Stati, imprese o famiglie) a sopportare maggiori oneri per ripagare i debiti. Ma limiterebbe anche le leve della politica monetaria.

“In presenza di un limite inferiore al movimento dei tassi di interesse nominali [lo zero], il livello di quelli reali potrebbe risultare più alto di quanto appropriato per sostenere la politica economica; sarebbe inoltre più costoso il processo di aggiustamento da parte dei settori indebitati”, si legge nel rapporto.

Preoccupa l‘attuale situazione del mercato immobiliare: quello delle abitazioni “con prezzi ancora in diminuzione”, mentre “si è arrestata la discesa di quelli non residenziali”. Più ancora preoccupa la prospettiva, visto che “le quotazioni potrebbero risentire negativamente dello smobilizzo concentrato in tempi ristretti degli attivi di 16 fondi immobiliari al dettaglio in scadenza entro dicembre 2016”. Così si guarda al provvedimento che il governo ha allo studio per consentire vendite più diluite.

IN PRIMO TRIMESTRE INGENTI ACQUISTI BTP DA ESTERO

Dall‘estero arrivano buone notizie. Banca d‘Italia vede un ritorno di fiducia sull‘Italia e la sua economia.

Nel primo trimestre del 2014, via Nazionale ha registrato “ingenti” acquisti di titoli pubblici italiani. Investitori esteri, guardano con interesse a buoni prezzi del mercato immobiliare e l‘apprezzamento delle banche, misurato dai differenziali di rischio e dall‘andamento dei titoli, sta migliorando: “Da novembre ad aprile i credit default swap bancari sono diminuiti in media di 127 punti base e i corsi azionari sono aumentati del 20%”. Il price-to-book ratio è al 74% contro l‘84% in media per le maggiori banche tedesche, francesi, spagnole e olandesi.

Il sistema bancario italiano ha restituito solo il 31% dei fondi ottenuti con le immissioni di liquidità della Banca centrale europea, contro una media del 62% delle banche dell‘Eurozona. La Banca d‘Italia stima che il sistema italiano rimborserà nella maggior parte dei casi senza dover “ampliare la raccolta”. Nello scenario più severo l‘insieme dell‘attivo che non potrebbe essere rimborsato senza ulteriore ricorso al mercato sarebbe pari al 9% dell‘attivo dell‘intero sistema.

(Alberto Sisto)

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