30 aprile 2014 / 11:59 / tra 4 anni

Lucchini, fratelli miliardari indiani rivali in trattative acquisto -fonti

NEW DELHI/LONDRA, 30 aprile (Reuters) - Due miliardari indiani, i fratelli Naveen and Sajjan Jindal, sono impegnati in trattative distinte per l‘acquisto di parti dell‘azienda siderurgica Lucchini, riferiscono fonti a diretta conoscenza del dossier.

Il secondo produttore siderurgico italiano sta cercando da anni acquirenti, e nei giorni scorsi ha spento l‘altoforno di Piombino, mettendo a rischio 4.000 posti di lavoro.

Per i fratelli Jindal - a capo rispettivamente della Jindal Steel Power e JSW Steel - Lucchini rappresenterebbe un‘opportunità di espansione delle operazioni al di fuori dell‘India, dove la crescita nella domanda di acciaio resta ancora debole.

Per un investimento del genere non dovrebbero neanche intaccare la propria fortuna, valutata complessivamente da Forbes in 5 miliardi di dollari, visto che con i pesanti debiti accumulati e la necessità di salvare i posti di lavoro l‘azienda potrebbe essere acquistata per pochi soldi.

La Lucchini, in precedenza di proprietà della russa Severstal, è stata dichiarata insolvente nel 2012, quindi posta sotto “amministrazione straordinaria” - una procedura prevista per salvare le grandi aziende evitando un‘emorragia di posti di lavoro.

L‘altoforno di Piombino lavorava al 38% della sua capacità quest‘anno, producendo 2.300 tonnellate di ghisa al giorno, all‘interno di un polo siderurgico che lo scorso anno ha prodotto circa un milione di tonnellate di acciaio - il 4% della produzione italiana.

Lucchini possiede anche un impianto a Lecco per la produzione di barre d‘acciaio semilavorato.

“Il nostro interesse è ancora preliminare al momento, ma hanno alcuni impianti che sembrano interessanti”, ha detto una fonte della Jindal Steel. “Non penso che ci interessi molto l‘altoforno”.

Un‘altra fonte della Jindal Steel ha confermato l‘interesse dell‘azienda per gli stabilimenti Lucchini.

Anche JSW è interessata agli impianti e i suoi dirigenti potrebbero recarsi in visita in Italia la settimana prossima, hanno riferito a Reuters una fonte aziendale e un‘altra del settore. La settimana scorsa Mirko Lami, della Fiom Cgil, aveva parlato della possibile offerta delle due aziende indiane. Il sindacalista ha detto di aver ricevuto informalmente dalla Lucchini la notizia di un vertice tra JSW, azienda italiana e governo, ma di non conoscerne la data. E anche una fonte vicina a Lucchini ha riferito di non sapere nulla di tale incontro.

Le fonti non sono state in grado di dire quando potrebbe essere assunta la decisione della vendita. Né Lucchini né Jindal Steel hanno commentato.

Un portavoce di JSW ha detto soltanto che “nell‘ambito della propria strategia di crescita, l‘azienda punta a valutare opportunità di crescita”.

E’ la seconda volta, negli ultimi tempi, che i due fratelli Jindal sono in competizione per una possibile acquisizione, dopo quella per gli impianti indiani per il ferro grezzo dal trader britannico Stemcor. Un accordo che però non si è ancora concretizzato.

A marzo la Duferco, il più grande dealer mondiale di acciaio, ha detto che non avrebbe fatto un‘offerta per Piombino, perché non si potrebbe impegnare a mantenere tutti i posti di lavoro e l‘attuale altoforno in funzione.

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