29 aprile 2014 / 11:54 / tra 4 anni

SINTESI 1- Mediaset, in contesto fragile punta su sviluppo pay con partner

(Aggiunge dettagli)

di Claudia Cristoferi

MILANO, 29 aprile (Reuters) - Mediaset non si abbandona all‘ottimismo sulle prospettive dell‘economia italiana e del settore media, ma è pronta a investire dopo anni di spending review puntando sul progetto di sviluppo internazionale della pay Tv, che non è in vendita ma potrebbe aprirsi a un partner internazionale.

E’ questo, in sintesi, il messaggio che i manager del gruppo hanno voluto dare agli azionisti chiamati oggi ad approvare il bilancio 2013 chiuso con un risultato netto positivo di 8,9 milioni dopo la traumatica perdita del 2012.

PRIMO PASSO NEWCO CON PAY TV ITALIA E SPAGNA,BENE UN PARTNER

Dopo qualche mese di valutazioni, Mediaset ha annunciato che intanto intende portare avanti l‘integrazione tra le attività pay di Mediaset in Italia (Mediaset Premium) e quelle spagnole, dove tramite Mediaset Espana il gruppo controlla il 22% di Digital Plus.

“La nostra volontà è fare la newco, poi decideranno i Cda di Mediaset e Mediaset Espana che stanno lavorando sul valore da allocare al veicolo”, ha detto in conferenza stampa il vicepresidente Piersilvio Berlusconi chiarendo in sostanza che l‘operazione non è più in fase di studio ma che si farà.

Premium dunque, ha sottolineato più volte il manager, “non è in vendita”, ma alla luce del progetto di sviluppo delle attività pay in Italia e Spagna “avere un partner industriale che lavori con noi è una cosa che guardiamo favorevolmente”.

I contatti ci sono, da tempo, con “numerosi gruppi internazionali” che si sono mostrati interessati a Premium. “Non sono stati firmati accordi vincolanti”, ha sottolineato il vicepresidente che però ha glissato sulla possibilità di intese non vincolanti già raggiunte. La stampa ha parlato in particolare di memorandum di intesa stretti con Canal Plus di Vivendi e con la tv del Qatar Al Jazeera per l‘avvio della due diligence. Nessun nome è emerso oggi sui soggetti con cui Mediaset “sta dialogando” e si è anzi più volte sottolineato che “le opzioni sul tavolo sono tante”. Quanto alle valutazioni di Premium ipotizzate dai broker, già bocciate dal gruppo come prive di fondamento, Piersilvio Berlusconi ha aggiunto: “Per noi il suo valore è superiore alle indicazioni più alte degli analisti”; le più recenti spaziavano dai 300 agli 800 milioni. La pay Tv di Mediaset è da anni contabilizzata all‘interno dell‘attività televisiva generale del gruppo, per cui non è possibile conoscerne i risultati scorporati.

Resta aperta, in particolare, la questione di Digital Plus, dove la quota di Mediaset Espana potrebbe crescere se decidesse di esercitare, con o senza l‘altro socio di minoranza Telefonica , il diritto di prelazione sulla partecipazione di maggioranza in mano a Prisa.

“In termini generali, possiamo dire che chiunque voglia crescere in Europa nella pay Tv deve passare da noi”, ha sintetizzato Piersilvio Berlusconi.

Intanto - perché le cose, ha detto Berlusconi, sono svincolate - nella pay Tv è la stessa Mediaset a voler investire. Confalonieri ha parlato di un gruppo “sufficientemente attrezzato per cogliere ogni opportunità industriale nel mondo della distribuzione dei contenuti digitali a pagamento” e ha rimarcato la necessità di un approccio aggressivo per battere la concorrenza. Il riferimento è stato innanzitutto all‘acquisto dei diritti in esclusiva della Champions League 2015-2018, che ha spiazzato Sky.

Quanto all‘imminente asta per i diritti della Serie A ha detto: “Oggi il panorama dei diritti pregiati è sicuramente più equilibrato. L‘augurio è che anche la cessione dei diritti della serie A vada in una direzione di equilibrio tra le due piattafrome concorrenti”.

UTILE FRAGILE COME RIPRESA, RACCOLTA 4 MESI VICINA A PARITA’

Il contesto resta comunque ancora difficile. Il presidente Fedele Confalonieri ha parlato di un utile “fragile” come la ripresa dell‘economia italiana.

“Il clima è importante (...), ma i dati invitano alla prudenza, la pubblicità non ha ancora smesso di decrescere. Ora si intravede, in primavera, un mercato più dinamico e una lieve tendenza al più. Nei fatti, i nostri ricavi dobbiamo considerarli ancora stabili e l‘aver ridimensionato i costi, insieme ad alcune operazioni finanziarie ben riuscite e al miglioramento del debito, ci consente anche di riprendere a investire”, ha detto Confalonieri.

L‘AD Giuliano Adreani si aspetta che il 2014 sia “un anno leggermente migliore del 2013”. Intanto i primi tre mesi di raccolta in Italia (Publitalia) sono intorno a -1%, nei primi quattro “ci stiamo avvicinando al pareggio in un mercato nel complesso ancora negativo”, ha detto.

Confalonieri è tornato infine a scagliarsi contro i nuovi concorrenti del mondo dei media: i grandi gruppi Internet come Google, Amazon e Faceboook, che non rispettano - dice - le leggi di tutela della proprietà intellettuale e non pagano le tasse nei paesi in cui generano ricavi (“detto in modo brutale, o noi o loro”, ha dichiarato) e le società di tlc, affamate di frequenze per trasmettere contenuti a pagamento sul mobile che potrebbero “spingere ai margini la televisione terrestre”.

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