23 aprile 2014 / 17:09 / tra 4 anni

PUNTO 1-Alitalia-Etihad, per Uil nodi sono debito, ruolo banche, costo lavoro

(Aggiunge informazioni da fonti e background)

di Alberto Sisto

ROMA, 23 aprile (Reuters) - Per l‘Ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, i nodi ancora irrisolti nella trattativa con i vertici di Etihad riguardano i debiti pregressi del gruppo italiano, l‘eventuale aumento della quota di capitale di alcune banche creditrici e anche il costo del lavoro.

Questo, almeno, stando alle dichiarazioni rilasciate a RaiNews24 dal segretario generale della Uil Luigi Angeletti - riferite da una nota del sindacato - che ha parlato dell‘incontro avuto con il top manager della compagnia aerea italiana.

“Del Torchio ci ha rappresentato lo stato del confronto con Etihad che, sostanzialmente, vede gli stessi nodi ancora non sciolti relativi ai debiti pregressi della compagnia e al ruolo delle banche che - magari sottoscrivendo capitale - dovrebbero accollarsi i crediti che hanno nei confronti di Alitalia. Esiste anche un problema che riguarda il costo del lavoro” ha risposto il sindacalista.

Per quello che riguarda un possibile piano di riduzione del personale di Alitalia, Angeletti ha detto che “la Uil farà la propria parte per raggiungere l‘accordo”.

ZONA CESARINI

I personaggi coinvolti incominciano a svegliarsi all‘alba del 90° minuto, come sempre accade in Italia davanti alle questioni più rilevanti che vengono inesorabilmente lasciate frollare a puntino.

Una fonte a conoscenza del dossier dice che ci si trova in “un momento di stasi, le posizioni sono chiare e ciascuno deve fare la sua parte”. Non si tratta solo di debito, su cui “Intesa sembra la più rigida sull‘ipotesi di conversione perché è la più esposta, ma anche le altre banche dicono che senza piano industriale non ha senso fare sacrifici”.

Forse non tutti sembrano essersi resi conto che Alitalia si sta avvicinando a festeggiare le nozze d‘argento di crisi continua rischiando, però, di non arrivarci.

Il fatto è che, dice ancora la fonte, “i punti sono molti e noi italiani non li stiamo risolvendo. Oltre al debito ci sono gli esuberi (ora Etihad si acconterebbe di 3.000 persone), ci sono i contenziosi legali, i problemi legati alle infrastrutture. È tutto assieme, hanno chiesto (di vedere risolti) tutti i punti. Loro vogliono entrare senza zavorra”.

Risultato, sempre secondo la fonte vicina alla situazione, “se si va avanti così Etihad ci manda al diavolo e Alitalia fallisce. Non credo che Air France interverrà, se avesse voluto lo avrebbe fatto prima”.

Sempre sul tema del debito, una seconda fonte a conoscenza del dossier approfondisce alcuni aspetti tecnici: “Se ci fosse la conversione prima dell‘ingresso di Etihad, si avrebbero due effetti: una fortissima diluizione degli attuali soci ‘industriali’ e cambierebbe il valore della società, quindi il peso dell‘investimento di Etihad in una Alitalia fortemente ripatrimonializzata”.

Questioni di soldi a cui, secondo alcune indiscrezioni di stampa, si vorrebbe fare fronte utilizzando le diverse categorie di azioni emesse da Alitalia, quelle per i soci italiani e quelle per i soci esteri.

Però bisogna mettersi al lavoro per trovare una soluzione. Discorso che vale anche per altre richieste del vettore emiratino.

RISVEGLIO SINDACALE

I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil - che avevano deciso di abbandonare il tavolo aziendale in attesa del piano industriale di Etihad - si vedranno domani per “chiedere un incontro urgente all‘azienda e capire a che punto si è arrivati”, dice uno dei segretari generali.

Da un‘altra fonte vicina alla situazione si viene a sapere che il problema effettivo è rappresentato da circa 1.600 lavoratori difficilmente reimpiegabili: “sono i 700 della prima Cig e poi ci sono i 400 dipendenti in cassa integrazione volontaria [hanno rifiutato il ritorno al lavoro] e altre 500 persone circa. Per piloti e assistenti di volo ci sarebbe la possibilità di reinserirli nel ciclo produttivo. Ma è chiaro che per gestire questa mole di esuberi ci vogliono ancora 3 anni di Cig, anche perché di lavoratori vicini alla pensione non ce ne sono molti”.

Certo che bisognerà ricorrere a qualche escamotage visto che quello che Etihad sicuramente non vuole è di avere ancora sul libro mastro questi dipendenti al termine del periodo di ammortizzatori sociali.

Il governo, per bocca del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha detto di essere pronto ad approvare il piano degli aeroporti che prevede i collegamenti con l‘Alta velocità a Milano, Roma e Venezia. Ma di esuberi ne vuole incominciare a parlare solo dopo aver visto il piano industriale di Etihad. Che tuttavia ha posto una condizione uguale e contraria. Cambierà idea Lupi e come pensa di affrontare la questione il presidente del Consiglio Matteo Renzi? Al momento non è dato di sapere. Come non parla più Alitalia e gli altri protagonisti della vicenda.

Dopo lo scarno comunicato al termine del Cda di ieri, cinque righe in tutto, oggi oppongono il no comment ricordando che esistono degli obblighi di riservatezza molto stringenti.

Probabilmente c‘è necessità di andare avanti spediti anche perché, se è vero che non “ci sono scadenze precise”, nessun innamorato vuole aspettare l‘eternità.

- ha collaborato da Milano Paola Arosio

(Alberto Sisto)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below