15 aprile 2014 / 13:32 / 4 anni fa

PUNTO 1-Mps valuta se serve aumento maggiore di 3 miliardi per criteri Aqr

* Aumento potrebbe salire fino a 5 miliardi - stampa

* Titolo perde oltre 8%

* Per alzare aumento serve nuovo voto assemblea (Aggiunge dettagli, contesto, aggiorna andamento titolo)

MILANO/ROMA, 15 aprile (Reuters) - Banca Monte dei Paschi potrebbe dover elevare la richiesta di mezzi freschi al mercato, finora deliberata per 3 miliardi di euro da lanciare dopo il 12 maggio, per le implicazioni dell‘esercizio Bce sulla qualità degli attivi.

Dopo le indiscrezioni di stampa che parlano di un aumento che potrebbe salire fino a 5 miliardi, la banca ha detto oggi che “sta valutando le implicazioni in relazione all‘ammontare necessario” per poter rimborsare i Monti Bond come nell‘impegno con la Ue, in relazione alla pubblicazione dei criteri e del manuale dell‘asset quality review e dopo i colloqui “intercorsi con l‘Autorità di Vigilanza”.

Banca d‘Italia non ha commentato.

“Una volta assunte le relative determinazioni la banca provvederà ad informare prontamente il mercato”, si legge.

Di più la banca non dice. Ne’ se i 5 miliardi sono una cifra confermata, ne’ quali rischi vada a coprire questo eventuale maggior fabbisogno, se i crediti deteriorati, eventuali strumenti di capitale non ammissibili a CET1 o altro ancora.

L‘esercizio Bce, avviato da qualche settimana, è secondo fonti bancarie in una fase iniziale, con le banche che ogni giorno ricevono un paio di FAQ da Bce e Bankitalia sulle modalità di compilazione dei template ma non ancora sui possibili impatti dell‘Aqr.

Il titolo Mps è stato da subito molto pesante e alle 14,30 perde l‘8,5% circa sotto 0,23 euro.

Gli analisti stanno valutando l‘impatto di queste eventuali novità. Equita dice che un eventuale incremento dell‘aumento non modificherebbe il loro “investment case positivo su Banca MPS, né cambia in modo rilevante le valutazioni relative. A fronte di multipli più elevati scende l‘execution risk dell‘AQR che rappresenta la principale minaccia per la società” e anticipare il rimborso dei 4,07 miliardi di prestito al Tesoro aiuterebbe il recupero di redditività perché alleggerirebbe gli oneri sugli interessi.

Più complessa è la tempistica. Mps ha una assemblea di bilancio il 29 aprile non integrabile con operazioni sul capitale. Servirebbe un cda che convoca una nuova assemblea per elevare la delibera sull‘aumento - magari avendo rinegoziato il tutto con il consorzio di garanzia delle banche- ma “per evitare il pagamento della cedola dei MEF bond in azioni l`aumento deve essere chiuso entro giugno”, osserva Equita che vede possibile una nuova assemblea straordinaria a metà maggio con partenza dell`operazione il 26 maggio.

OCCHI SU COPERTURE CREDITI

ICBPI Equity Research ricorda che Mps ha livelli di copertura dei crediti deteriorati a fine 2013 “piuttosto buoni (58,8% sulle sofferenze, 20,4% sugli incagli, 41,8% sul totale degli impaired loans), ma restano su livelli più bassi rispetto alla best practice domestica”.

Proprio su questo Davide Serra, fondatore di Algebris, ha ipotizzato nei giorni scorsi una necessità di ricapitalizzazione fino a 6 miliardi. “Se applichi lo stesso grado di copertura della prima e seconda banca italiana, il Montepaschi ha bisogno di altri tre miliardi perché fino a oggi a Siena non c‘è stata alcuna iniezione di capitale”, ha detto Serra ricordando che i 3 deliberati dalla banca senese servono a sostituire capitale preso come aiuto pubblico.

Un eventuale incremento della ricapitalizzazione avrebbe poi un impatto sulla futura governance della banca.

Fondazione, che non ha commentato queste voci aspettando evidentemente notizie certe, ha annunciato un patto di sindacato con gli acquirenti messicani del suo 6,5% di Mps a cui apporta una quota pari al 2,5% della banca senese. Quel 9% sindacato ha l‘impegno a coprire pro-quota 3 miliardi ma non è chiaro cosa accadrebbe se l‘aumento salisse a 5 miliardi. Questi soci sindacati avevano chance di avere, con i soci attuali, la lista più votata in assemblea e nel rinnovo dei vertici tra un anno avrebbero espresso presidente (la Fondazione) e AD (i soci esteri).

L‘azionariato di Mps dopo le vendite della Fondazione, vede l‘ente senese ancora al 9,59% incluso il 6,5% venduto ai soci esteri su cui si aspetta il via della Banca d‘Italia, poi BlackRock al 5,748%, Jp Morgan con il 2,527 senza diritti di voto e Axa poco sopra il 2,5%.

(Stefano Bernabei, Lisa Jucca)

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