11 marzo 2014 / 15:08 / tra 4 anni

Renzi alla prova dei fatti. Domani misure su cuneo, debiti Pa e scuola

* Taglio cuneo da 10 miliardi, compresi 2,5 di Letta

* Il ‘Jobs act’ entra in un ddl

* Debiti Pa, governo vicino a soluzione, dice Morando

* Lupi presenta il ‘piano casa’, 1,6 mld tra 2014 e 2017

di Giuseppe Fonte e Roberto Landucci

ROMA, 11 marzo (Reuters) - Matteo Renzi svelerà domani il primo piano di interventi per rilanciare l‘economia e dimostrare che la contestata staffetta a Palazzo Chigi con Enrico Letta era una scelta obbligata.

Dopo aver alimentato aspettive crescenti con interviste e dichiarazioni pubbliche, il presidente del Consiglio si presenterà domani in conferenza stampa per illustrare un pacchetto organico che ha l‘obiettivo di stimolare l‘occupazione, ridare fiato alle imprese fiaccate dalla crisi e affrontare alcune emergenze sociali come la disponibilità di alloggi per le fasce meno ricche della popolazione.

I DEBITI DELLA PA

Renzi si è impegnato a sbloccare 60 miliardi di debiti commerciali, anche attraverso la Cassa depositi e prestiti.

I 60 miliardi dovrebbero comprendere i circa 47,5 miliardi che l‘esecutivo deve liquidare entro giugno 2014 (22,8 erogati al 26 febbraio).

“Siamo vicini ad avere un testo, le soluzioni ancora non sono perfette ma arriveranno in tempo per domani”, ha promesso il vice ministro dell‘Economia, Enrico Morando.

Lo schema è quello “già adottato in passato”, prosegue il vice di Pier Carlo Padoan. Il ministero dell‘Economia continuerà a fornire alle amministrazioni debitrici anticipazioni di tesoreria per rimborsare le imprese. Ma il provvedimento avrà un “aspetto più innovativo” e conterrà misure per cui, “una volta estinto il debito pregresso, non si potrà più avere l‘accumulo di debiti così drammatici”.

Morando conferma che il governo vuole dare attuazione al piano di Franco Bassanini, presidente della Cdp, rafforzando il meccanismo previsto dal decreto 76 del 2013.

In sostanza le imprese cedono i crediti di parte corrente alle banche e le banche, in caso di morosità, li vendono alla Cdp entro un importo annuo massimo di 3-5 miliardi. Lo Stato facilita l‘operazione riconoscendo una garanzia statale sui debiti..

Il piano, tuttavia, è di difficile attuazione e comporta rischi enormi. La Ragioneria generale dello Stato continua ad opporsi avvertendo che la garanzia pubblica farebbe emergere in bilancio i debiti commerciali. La conseguenza, spiega una fonte governativa, è violare i ritmi serrati di riduzione del debito pubblico sanciti dal Fiscal compact.

IL CUNEO FISCALE

Si sa solo che vale 10 miliardi, compresi i 2,5 miliardi già previsti dalla legge di Stabilità, e che sarà coperto permanentemente con tagli alla spesa pubblica.

Il taglio del cuneo fiscale dovrebbe essere concentrato sull‘Irpef, secondo quanto ha spiegato Renzi domenica sera su Rai3.

Una fonte governativa spiega che al momento l‘ipotesi prevalente è destinare il 70% del beneficio ai lavoratori e il 30% alle imprese, attraverso un intervento sull‘Irap.

Manca ancora, però, una decisione politica chiara, mentre le parti sociali fanno sentire la loro voce.

“Siamo da tempo convinti che la questione chiave è la riduzione del cuneo pagato dalle aziende”, ha scritto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in una lettera al Corriere della sera.

I sindacati sono ovviamente di diverso avviso e chiedono di privilegiare le famiglie.

IL JOBS ACT IN UN DISEGNO DI LEGGE

La riduzione del cuneo non esaurisce gli interventi in materia di lavoro. Il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare un disegno di legge che punta a riformare il sistema di ammortizzatori sociali ponendo le basi per un meccanismo di sostegno all‘occupazione più inclusivo rispetto alle varie forme di cassa integrazione in deroga.

Da vedere se il disegno di legge conterrà anche il contratto unico con tutele crescenti nel tempo. L‘idea è sterilizzare i vincoli dell‘articolo 18 nei primi tre anni di assunzione. Al posto della reintegra scatterebbe un indennizzo proporzionale alla durata del rapporto di lavoro.

L‘EDILIZIA SCOLASTICA

Il governo dovrebbe sbloccare almeno 2 miliardi per ristrutturare gli edifici scolastici. Fondi che sono già nelle casse dei Comuni ma non possono essere utilizzati per i vincoli del Patto di stabilità interno.

L‘obiettivo del governo è mettere sul piatto fino a 10 miliardi in tre anni.

IL ‘PIANO CASA’ DI LUPI

È pronto da settimane e dovrebbe vedere la luce domani. Il ‘piano casa’ “complessivamente vale 1,6 miliardi” tra 2014 e 2017, dice il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

Quattro i capitoli principali. Innanzitutto, il governo dovrebbe mettere sul piatto 568 milioni per il recupero degli alloggi Iacp. Quasi 30 milioni serviranno a ridurre al 10 dal 15% l‘aliquota della ‘cedolare secca’ sui canoni concordati.

Per il conduttore che affitta un immobile a canone concordato è previsto un aumento della detrazione Irpef da 450 fino a 900 euro con un reddito lordo annuo non superiore a 15.493,71 euro.

La dotazione del fondo sostenere gli affitti versati da famiglie bisognose sale da 100 a 200 milioni di euro. Il fondo per la morosità incolpevole dovrebbe essere rifinanziato con 241 milioni.

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