1 marzo 2014 / 15:53 / 4 anni fa

Banco Popolare, aumento capitale da 31 marzo, verso conferma vertici

di Andrea Mandala

LODI, 1 marzo (Reuters) - L‘aumento di capitale di Banco Popolare da 1,5 miliardi di euro partirà il 31 marzo per concludersi il 17 aprile.

Lo ha detto l‘AD dell‘istituto Pier Francesco Saviotti a margine dell‘assemblea che oggi ha approvato a larghissima maggioranza l‘operazione di ricapitalizzazione.

L‘aumento consentirà alla banca, tra i quindici istituti italiani sottoposti alle verifiche della Banca centrale europea e dell‘autorita’ bancaria Ue (Eba), di raggiungere un Common Equity Tier 1 calcolato con le metodologie Basilea 3 ‘fully phased’ del 10,8%, superiore ai livelli obiettivo previsti.

“L‘aumento partirà il 31 marzo e finirà il 17 aprile”, ha detto l‘AD.

Con l‘operazione, ha ribadito Saviotti, la banca intende in primo luogo recepire le indicazioni dell‘autorità di vigilanza, anche in vista della vigilanza unica europea della Banca centrale europea (Bce), e dotarsi fin da subito di elevati standard di patrimonializzazione.

Inoltre la ricapitalizzazione permetterà di migliorare il posizionamento competitivo dell‘istituto in modo da potere “operare sul territorio in modo diverso da come fatto finora”, e “più aggressivo”, e dare dunque piena attuazione al piano industriale approvato giovedì sera dal Cda.

Infine, con “spalle più robuste”, l‘istituto potrà prendere in considerazione eventuali opportunità di aggregazione che potrebbero manifestarsi sul mercato.

“Non ci tireremo indietro ma non è il primo motivo dell‘aumento di capitale”, ha sottolineato Saviotti secondo cui lo scenario di M&A potrebbe chiarirsi solamente a valle dell‘Asset quality review (Aqr) della Bce e dello Stress test dell‘Eba.

“Nell‘ambito delle quindici (banche sottoposte agli Aqr) tutte vorranno vedere i risultati dell‘asset quality e degli stress test”, ha commentato.

Al momento, comunque, Banco Popolare non ha valutato alcuna ipotesi di questo genere, nè tantomeno ha avuto contatti sul tema.

“Da Montebelluna non ci hanno proposto niente”, ha risposto Saviotti durante la conferenza stampa a chi gli chiedeva di eventuali incontri con i vertici di Veneto Banca, tra gli istituti che il mercato vede al centro potenziali operazioni di fusione e acquisizione.

Per quanto riguarda i risultati attesi nel piano industriale, Saviotti ha confermato che il 2014 sarà ancora un anno “pesante” anche se non ha escluso la possibilità di tornare all‘utile.

“E’ difficile, chiuderà con risultati che saranno quelli che si vedranno più avanti. La ripresa non la vedo. Su questo non siamo così rilassati”, ha detto. Sul dividendo l‘AD ha ricordato che la banca conta di tornare a distribuirlo sull‘esercizio 2015.

VERSO CONFERMA VERTICI

In vista della prossima assemblea del 29 marzo sul bilancio e per il rinnovo del consiglio (oltre che, in sede straordinaria, per il via libera al progetto di fusione per incorporazione del Credito Bergamasco nella capogruppo) il presidente Carlo Fratta Pasini ha dichiarato che è prevista la conferma dell‘AD, del DG Maurizio Faroni e del condirettore Domenico De Angelis.

Scontata anche la conferma dello stesso Fratta Pasini.

“E’ stata presentata da alcuni soci una lista al Cda e prevede la conferma dell‘AD e dei due componenti esecutivi Faroni e De Angelis”, ha detto Fratta Pasini.

Lunedì prossimo scade il termine per la presentazione delle liste per il rinnovo del consiglio.

Secondo una fonte vicina alla situazione la lista dovrebbe vedere la presenza di cinque donne, di cui un membro già presente nel Cda. (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129436)

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