19 dicembre 2013 / 10:13 / tra 4 anni

PUNTO 1-Europa verso unione bancaria ma è primo passo

(aggiunge dettagli)

di John O‘Donnell

BRUXELLES, 19 dicembre (Reuters) - L‘Unione europea ha raggiunto nella notte un accordo sul piano di liquidazione delle banche in fallimento, ma si è fermata davanti al più ambizioso obiettivo di affrontare in modo congiunto la crisi degli istituti di credito della zona euro.

A più di cinque anni dalla crisi finanziaria che l‘ha colpita, l‘Europa si avvia a finalizzare la sua più ambiziosa riforma dalla introduzione della moneta unica - un‘agenzia e un fondo per liquidare le banche in fallimento nel momento in cui il prossimo anno la Bce avvierà il meccanismo unico di vigilanza.

“L‘ultimo pilastro per l‘unione bancaria è stato raggiunto”, ha detto ai giornalisti il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble commentando il piano che punta a evitare nuove turbolenze nel caso in cui banche in fallimento, dall‘Irlanda a Cipro, rischino di portare i propri stati sull‘orlo del baratro.

La Germania resta tuttavia contraria a una piena mutualizzazione dei costi, linea che ha avuto il sopravvento.

Lo stesso Schaeuble ha infatti chiarito che non un centesimo dell‘Esm, il fondo di salvataggio della zona euro da 500 miliardi, sarà destinato direttamente per salvare le banche.

Piuttosto gli Stati con banche in crisi dovranno fare esplicita richiesta di poter attingere al fondo, un passaggio umiliante e sottoposto a stringenti condizioni da rispettare.

PRESTITI TRA FONDI NAZIONALI

L‘accordo prevede che le banche finanzino la chiusura degli istituti di credito in crisi, versando circa 55 miliardi in 10 anni a un Fondo unico di risoluzione.

Nel periodo transitorio, se di fronte alla crisi di una banca il denaro raccolto presso gli istituti di credito del paese non fosse sufficiente, il governo interessato potrebbe imporre maggiori prelievi alle banche del paese. Se anche questo si rilevasse insufficiente si dovrebbe ricorrere ad aiuti pubblici.

Se il governo non dispone della liquidità necessaria, può chiedere un prestito al fondo di salvataggio degli Stati della zona euro, l‘Esm, come fatto da Madrid nel 2012 per ricapitalizzare le banche nazionali.

Rispetto alla bozza pre-riunione finale, l‘Ecofin ha aggiunto la possibilità di prestiti tra “national compartments” ossia tra i vari fondi nazionali che per 10 anni verranno alimentati dalle banche.

Le modalità e le condizioni alle quali tali prestiti saranno erogati sono da chiarire.

Dopo la fase transitoria nel 2025, quando il fondo unico di risoluzione Single Resolution Fund (Srf) sarà a regime, risorse aggiuntive per finanziamenti di emergenza potranno essere raccolte dallo stesso Srf.

L‘intesa, siglata in nottata, sarà sottoscritta oggi dai leader dei 28 Paesi del blocco, mentre il tassello finale sarà posto il prossimo anno, dopo il vaglio del Parlamento europeo.

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