April 24, 2020 / 6:48 AM / a month ago

Eni, netto adj trim1 -94% causa mini barile, taglia capex 2020-21

MILANO, 24 aprile (Reuters) - L’effetto della pandemia del Covid-19, con la conseguente crisi economica e il crollo dei prezzi del petrolio, impatta fortemente sul risultati del primo trimestre di Eni che termina con un utile operativo adjusted (senza le componenti straordinarie) di 1,31 miliardi di euro, in contrazione del 44%, rispetto allo stesso trimestre 2019, mentre l’utile netto adjusted si attesta a 59 milioni, in flessione del 94%, rispetto a un consensus fornito dalla società di 240 milioni.

La perdita netta è pari a 2,93 miliardi, da un utile netto di 1,1 miliardi nello stesso trimestre del 2019, determinata principalmente dall’allineamento del valore delle scorte ai prezzi correnti, si legge in un comunicato della major petrolifera.

La produzione d’idrocarburi è pari a 1,774 milioni di barili/giorno (-3,6% rispetto al primo trimestre 2019) e per l’intero anno le stime sono a 1,75-1,80 milioni di barili/giorno, in riduzione rispetto alle precedenti previsioni a causa dei tagli del capex e degli effetti derivanti da Covid-19, della riduzione della domanda gas mondiale ed estensione della forza maggiore in Libia per tutto il primo semestre. Le stime di produzione non comprendono gli effetti dei tagli OPEC+ recentemente annunciati ma non ancora declinati sui singoli campi, dice Eni.

A causa dell’attuale scenario (il Brent nel primo trimestre è sceso del 20% a 50 dollari al barile rispetto allo stesso periodo del 2019), con ulteriori forti ribassi registrati proprio questa settimana, attestandosi attualmente a 21 dollari al barile, la major italiana stima una graduale ripresa dei consumi di olio, gas ed energia elettrica nel mondo, a partire dal secondo semestre dell’anno.

Sulla base di questo quadro macroeconomico, Eni ha aggiornato le previsioni del prezzo Brent riducendole a 45 e a 55 dollari al barile per il 2020 e per il 2021. Il capex è stato ridotto per circa 2,3 miliardi nel 2020, pari al 30% del budget originario, e programma una ulteriore riduzione di 2,5-3 miliardi nel 2021, pari al 30%-35% di quanto originariamente previsto per lo stesso anno a piano.

Gli investimenti saranno concentrati quasi interamente nell’upstream con rifasatura di alcuni progetti, che potranno essere riavviati rapidamente al ripresentarsi delle condizioni ottimali consentendo il recupero della produzione correlata, spiga il gruppo.

Previste, inoltre, azioni di saving dei costi per circa 600 milioni nel 2020.

Il programma di acquisto di azioni proprie per il 2020 sarà riconsiderato nel momento in cui la previsione del prezzo Brent per l’anno di riferimento tornerà a essere almeno uguale a 60 dollari al barile.

Infine, per quanto riguarda la liquidità, al 31 marzo, la compagnia dispone di una riserva di liquidità di circa 16 miliardi, si legge nel comunicato.

Nel commentare i risultati l’AD Claudio Descalzi, fresco di riconferma per un altro mandato, rileva che “come tutti prevediamo un anno 2020 complicato, ma grazie ai nostri punti di forza contiamo di riprendere velocemente il cammino verso un modello di business sempre più redditizio e sostenibile tracciato nell’ultimo nostro piano strategico”.

Giancarlo Navach, in redazione a Milano Maria Pia Quaglia

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