April 23, 2020 / 4:29 PM / 3 months ago

PUNTO 1-Intesa-Ubi, M&A necessario per navigazione sicura con tsunami in corso - Messina

(Aggiunge altri dettagli)

MILANO, 23 aprile (Reuters) - L’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca ha una maggiore valenza nell’attuale fase in quanto una banca di medie dimensioni non avrebbe la scala necessaria per affrontare in sicurezza la crisi in corso.

Lo ha detto il Ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina in un’intervista all’Eco di Bergamo.

“Ubi è una buona azienda, ben gestita. Ma nelle fasi in cui c’è uno tsunami come oggi, una banca di medie dimensioni rischia di non avere la scala per una navigazione sicura in un mare in tempesta”, ha detto Messina.

Il Ceo sostiene che questa fase di crisi “porta inevitabilmente a un’ulteriore concentrazione tra banche, e anche tra aziende. Bisogna scegliere con chi navigare”.

Nel caso dell’offerta non concordata lanciata da Intesa su Ubi lo scorso febbraio “mettere insieme due realtà che hanno un’affinità indiscutibile crea un campione europeo con tutto vantaggio per i territori”, sottolinea Messina ricordando l’intenzione, nell’ambito del piano di aggregazione tra i due gruppi, di creare delle direzioni regionali.

Sotto il profilo finanziario l’offerta di Intesa Sanpaolo prevede un scambio di azioni in un rapporto di 1,7 azioni Intesa per ciascuna azione Ubi portata in adesione all’Ops.

Agli attuali prezzi di borsa, che risentono del crollo dei mercati per l’emergenza Covid-19, l’offerta in caso di integrale adesione valorizza Ubi circa 2,7 miliardi rispetto ai 4,9 miliardi circa di metà febbraio scorso. Intesa ha subordinato la propria offerta all’acquisizione di almeno il 66,67% del capitale della banca guidata da Victor Massiah, riservandosi di accettare una soglia più bassa.

Messina ha in passato negato la possibilità di un ritocco economico dell’offerta e ha detto di accettare anche il 50,1% di adesioni, ma il muro opposto dai principali soci di Ubi, e le minori sinergie che si potranno realizzare senza un pieno controllo, hanno creato un clima di incertezza attorno al successo dell’operazione.

Il patto di consultazione Car che riunisce il 19% del capitale di Ubi ha ribadito nei giorni scorsi il rifiuto dell’offerta ritenuta “inaccettabile, a maggior ragione alla luce dell’emergenza in atto”.

Anche il gruppo dei soci dell’anima bergamasca di Ubi, che raccoglie l’1,6% del capitale, ha bocciato l’Ops, mentre non è stata ancora resa pubblica la posizione del Sindacato azionisti di Ubi, la parte bresciana dei grandi soci che raggruppa oltre l’8% dell’istituto.

A causa delle misure restrittive per il coronavirus, la folta platea dei soci bresciani non è riuscita a riunirsi e, secondo una fonte vicina alla situazione, ha deciso di aspettare la pubblicazione del prospetto informativo.

Il prospetto è stato depositato lo scorso 7 marzo e nei piani iniziali l’avvio dell’Ops è stimato a fine giugno. Intanto, dall’integrazione alla relazione del Cda all’assemblea di Intesa Sanpaolo del 27 aprile sull’aumento a servizio dell’Ops si apprende che il badwill che Intesa registrerà per l’integrazione di Ubi Banca è salito a 4 miliardi dai 2,9 stimati pro-forma al momento dell’annuncio dell’offerta.

Il dato, calcolato dalla differenza fra il patrimonio netto tangibile di Ubi e l’ammontare dell’aumento di capitale di Intesa Sanpaolo, risente degli ultimi cali di borsa poiché le nuove azioni di Intesa vengono valorizzate ai prezzi al momento dell’emissione.

Andrea Mandalà, Valentina Za, in redazione a Milano Sabina Suzzi

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