September 4, 2019 / 12:57 PM / 3 months ago

PUNTO 1-Mediaset neutralizza Vivendi, ok assemblea a Mfe

(Elvira Pollina)

COLOGNO MONZESE, 4 settembre (Reuters) - L’assemblea degli azionisti di Mediaset ha approvato il progetto di riorganizzazione delle attività italiane e spagnole del gruppo in una nuova holding olandese, nonostante la dichiarata opposizione di Vivendi, secondo principale azionista.

Il colosso transalpino, che ha già minacciato ulteriori azioni legali, ha contestato la legittimità dell’assemblea, che il presidente Fedele Confalonieri ha definito perfettamente “allineata alle disposizioni del tribunale”.

Come previsto, Mediaset, controllata dalla famiglia dell’ex premier Silvio Berlusconi, ha chiuso le porte a Simon Fiduciaria, il trust che detiene due terzi dei diritti di voto di Vivendi - in forza di una delibera AgCom - e di cui in passato il tribunale di Milano aveva respinto i ricorsi relativi alle delibere approvate in passato.

Vivendi ha costruito la sua partecipazione in Mediaset con un raid dopo il mancato acquisto, nel 2016, della pay tv del Biscione Mediaset Premium. Una transazione che includeva uno scambio azionario e in prospettiva puntava ad un’integrazione più ampia, sempre in un’ottica pan-europea.

I due gruppi sono da allora alle prese con una complicata disfida legale. Mediaset, che considera la quota di Vivendi illegittima, aveva finora impedito al gruppo francese di esercitare i diritti di voto in assemblea, in attesa del pronunciamento di merito del giudice sulla questione.

Vivendi, che ha ottenuto dal giudice la possibilità di votare con il 9,99% dei diritti di voto, ha aggregato una quota di contrari pari al 3,72%, non sufficiente però per impedire l’approvazione del piano con il voto favorevole del 78% del capitale presente in assemblea, pari al 62,5%.

Vivendi, che fa capo al miliardario francese Vincent Bollorè, ha dichiarato la sua opposizione al piano perché include una struttura di governance e un sistema di voto maggiorato che consentirebbe alla famiglia Berlusconi di blindare la società.

Il gruppo francese avrebbe comunque la possibilità di complicare l’operazione, esercitando il diritto di recesso, a cui è stato posto un tetto di 180 milioni d euro, ben al di sotto del valore della sua quota. Ad ora non ha mai chiarito la propria posizione in merito.

L’amministratore delegato di Mediaset Pier Silvio Berlusconi si è detto convinto che tale eventualità non si verificherà, e che se anche succedesse altri investitori sarebbero pronti ad entrare in campo per aderire al progetto.

Mediaset intende utilizzare Mfe per stringere nuove alleanze in Europa e contrastare la crescente concorrenza di servizi di streaming video, come Netflix, che stanno conquistando quote crescenti di pubblico giovane.

Stando ad alcune fonti, Bollorè, che ha cercato di portare avanti un progetto simile a quello di Mfe, potrebbe decidere di mantenere la sua partecipazione, nella speranza che le vicende legali volgano a suo favore e questo possa consentirgli alla fine di aumentare la sua influenza sul nuovo gruppo.

In questa direzione sembra andare la notizia che Vivendi ha costruito una quota di poco più dell’1% nel capitale di Mediaset Espana, la controllata spagnola, la cui assemblea ha approvato anch’essa oggi il progetto di fusione.

Poco prima delle 15 Mediaset quota 2,826 euro (+1,65%), il diritto di recesso è stato fissato a 2,77%. Mediaset Espana quota intorno a 6,06 euro contro un diritto di recesso a 6,54 euro.

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