February 7, 2019 / 10:19 AM / 7 months ago

Creval, con livello capitale e coperture derisking può accelerare in 2019 - AD

MILANO, 7 febbraio (Reuters) - Creval può ulteriormente accelerare il processo di derisking nel 2019 potendo contare su una posizione patrimoniale forte e sul significativo incremento dei livello di copertura sugli Npl effettuato nel quarto trimestre del 2018.

Il processo si renderà ancora più necessario anche alla luce delle incerte prospettive macroeconomiche italiane, oltre che per la maggiore pressione regolamentare in tema di crediti deteriorati.

Lo ha sottolineato l’AD dell’istituto valtellinese, Mauro Selvetti, nel corso della conference call sui risultati annuali accolti dalla borsa tiepidamente, senza particolari entusiasmi.

Intorno alle 11 il titolo Creval segna un rialzo dell’1,3% a 0,067 euro sottoperformando il settore bancario italiano in progresso del 2,2% circa.

“Il piano di derisking incorporato nel piano industriale può essere considerato completato”, ha detto Selvetti ricordando gli oltre due miliardi di cessioni di Npl nel corso del 2018 (4 miliardi circa dal 2016) che ha portato a dimezzare lo stock lordo a circa 2 miliardi con un Npe ratio lordo dell’11% dal 21,7% del 2017.

L’AD non ha indicato i prossimi obiettivi, limitandosi ad evidenziare come “l’innalzamento del livelli di coperture nel 2018 può essere interpretato come un portarsi avanti nell’eventualità di agire ancora nell’attività di derisking”.

Nel quarto trimestre la copertura dei crediti non performing è stata portata al 55,9% dal 50,4% del trimestre precedente. In particolare, la copertura delle sofferenze ha raggiunto il 75,1% dal 71,3% di fine settembre.

“Le attese che ha il regolatore nel raggiungimento di target nei prossimi anni di un Npe ratio lordo del 5% per noi significherebbe dimezzare ulteriormente la nostra posizioni”, dice Salvetti.

“Sono ragionamenti che faremo volta per volta, e quello che potevano fare ad ora era di portarci avanti e fare il possibile per innalzare il livello delle coperture”, ha spiegato.

Le azioni finalizzate alla riduzione del profilo di rischio della banca hanno pesato sulla redditività dell’esercizio che ha visto rettifiche per 144 milioni di euro e perdite da cessione di Npl per 107 milioni.

Grazie ad alcuni effetti fiscali positivi Creval è riuscito a chiudere l’anno con un utile di 31,7 milioni di euro.

Per quanto riguarda il capitale il CET 1 ratio phased-in è salito al 18,3% e quello fully loaded al 13,5% con una eccedenza, per quest’ultimo, di 580 pb sullo Srep 2018. Al rafforzamento patrimoniali hanno contributo, oltre all’aumento di capitale da 700 milioni a marzo dello scorso anno, l’autorizzazione di Bankitalia ai modelli interni per la misurazione del rischio e le operazioni di riorganizzazione nella bancassurance.

“Non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni sullo Srep 2019 ma riteniamo che al 13,5% possano rimanere margini ulteriori per affrontare eventualmente il processo di derisking”, rassicura l’AD in merito agli spazi di manovra per un ulteriore calo dello stock di Npl.

NUOVO PIANO INDUSTRIALE ATTESO ENTRO FINE SEMESTRE

Un’ulteriore spinta al processo di riduzione degli Npl potrebbe arrivare dalle prospettive incerte dello scenario macroeconomico in Italia con il quale dovrà confrontarsi tutto il settore bancario.

“Avendo un paese in recessione tecnica e un Pil che è stato più volte corretto al ribasso, questo potrebbe portare di per sé, a livello sistemico, a un peggioramento dell’andamento delle aziende, e quindi a un potenziale incremento del costo del rischio che noi riteniamo possa al momento essere incorporato i quei 75 pb che prevediamo per il 2019”, dice Selvetti.

Rispetto all’ultimo piano industriale lo scenario per il settore bancario vede inoltre un cambiamento nelle prospettive sui tassi, con un allentamento di un rialzo rispetto alle iniziali attese, a cui si aggiungono tensioni sul mercato del debito sovrano che influiscono sul costo del funding, aggiunge l’AD.

Anche alla luce di questo il Cda della banca ha deciso ieri di avviare l’elaborazione di un nuovo piano industriale triennale con l’obiettivo di comunicarlo entro il primo semestre dell’anno.

(Andrea Mandalà)

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del 31 dicembre 2018 ed esprime un’eccedenza di capitale di 580 p.b. rispetto ai minimi regolamentari richiesti.

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