June 1, 2018 / 10:44 AM / 2 months ago

PUNTO - Fca margini al 9-11% in 2022, ma mercato guarda uscita Marchionne

di Stefano Rebaudo

BALOCCO, 1 giugno (Reuters) - Fiat Chrysler (Fca) promette di portare i suoi margini fino a oltre il 10% e di chiudere il 2022 con una posizione finanziaria netta industriale positiva per una ventina di miliardi, ma non è sufficiente a sollevare le azioni in borsa che chiudono con un calo di oltre il 4%.

La gestione dell’AD, Sergio Marchionne, va verso la fine con la presentazione del piano industriale al 2022 di oggi e si potrebbe chiudere il ciclo che ha portato il gruppo Fiat a moltiplicare il suo valore nell’ultimo decennio.

Nei giorni scorsi un tweet da un account non identificato che parlava di uno scorporo di Alfa Romeo e Jeep per creare una nuova società per i marchi premium ha sostenuto le azioni.

Ma Marchionne, oggi all’incontro per la presentazione del piano industriale, dopo aver parlato di “tweet senza senso”, ha risposto alla domanda di un analista sullo stesso tema dicendo che “Alfa Romeo e Maserati sono parte integrante del portafoglio del gruppo, non c’è altro”.

Per i numeri al 2022 “c’è cautela da parte del mercato, considerato il lasso di tempo e il fatto che siamo di fronte a un settore in grande trasformazione che tra qualche anno potrebbe essere completamente diverso”, dice un trader.

I dati 2018 erano ampiamente attesi, aggiunge.

Il gruppo prevede margine sull’adjusted Ebit 2022 a 9-11% e un payout del 20% con massimo di 6 miliardi, prevede di azzerare il debito entro il 30 giugno 2018, in anticipo rispetto all’obiettivo di fine anno e intende mantenere, nel periodo del piano, liquidità per 20 miliardi.

Fca dovrà cambiare pelle come tutti i gruppi auto per rimanere in linea con le norme sempre più stringenti sulle emissioni. Utilizzerà diversi livelli di elettrificazione e prevede di spendere, nell’arco di piano, 9 miliardi per gli investimenti in questa tecnologia.

I motori ibridi e la connessione alla rete internet saranno graduali per tutti i modelli, a partire da quelli premium e sarà ampiamente diffusi a fine periodo.

Secondo quanto previsto dal piano per i marchi Alfa Romeo, Jeep e Maserati si punta a uno sviluppo globale. Chrysler sarà attiva negli Usa, mentre il ruolo di Fiat va ridefinito.

PER MARCHIONNE SERVE M&A, ELKANN VUOLE RAFFORZARE FCA

Marchionne in apertura ha ricordato le sue “Confessions of a capital junkie”, della presentazione agli analisti del 2015, in cui diceva che il settore ha bisogno di ingenti capitali e quindi si doveva consolidare se voleva sopravvivere.

“Ironicamente il valore per l’azionista Fca, dal 2015 a oggi, è raddoppiato”, ha aggiunto. “Ma non sono qui per vantarmi, penso però che quelle considerazioni sono ancora più vere oggi che nel 2015”.

John Elkann presidente della holding di controllo Exor e presidente di Fca ha ribadito che non intende vendere il gruppo automobilistico.

Durante la conferenza stampa, dopo aver enfatizzato che la società è stata fondata dal nonno di suo nonno, ha aggiunto: “Siamo aperti a operazioni di m&a, ma per rafforzare il gruppo”.

“Se i risultati saranno quelli di questo piano industriale, e ne sono convinto, il peso di Fca in Exor rimarrà elevato”, ha spiegato Elkann.

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