May 31, 2018 / 11:37 AM / 24 days ago

BREAKINGVIEWS -Italia e zona euro, cosa può in concreto fare la Ue

(l’autore è editorialista di Reuters Breakingviews. Le opinioni espresse nel pezzo sono le sue)

di Neil Unmack

31 maggio (Reuters Breakingviews) - L’Unione europea può aiutare l’Italia a salvarsi da se stessa. Per quanto falliti, i tentativi di formare un governo messi in campo finora da due forze politiche radicali hanno soffiato sul fuoco, rinnovando la speculazione die mercati finanziari che Roma possa abbandonare la zona euro. I partner europei possono in concreto placare i timori e lo scetticismo degli elettori italiani nei confronti dell’Europa procedendo a un aggiustamento delle regole sulla disciplina di bilancio e accogliendo un maggior numero di migranti.

Tra le ultime notizie di polticica interna quella che Matteo Salvini ha cancellato la fitta agenda di appuntamenti elettorali che lo avrebbero impegnato stamane nel milanese.

Nell’ennesimo tentativo di svolta a quasi tre mesi dal voto del 4 marzo, Luigi Di Maio ha proposto di sbloccare la nascita del governo con la Lega spostando a un altro ministero il contestato nome di Paolo Savona, economista su posizioni euroscettiche e figura non gradita al Quirinale.

Tornando all’Europa, si parta per esempio dalla politica di bilancio. Lega e Cinque Stelle vogliono entrambi tagli alle imposte, riforma della legge sulle pensioni e un aumento dei sussidi per i senza lavoro.

ÙSi tratta di una ricetta che porterebbe il deficit a oltre 6%, più del doppio rispetto a quanto Bruxelles pone come condizione anche per il rientro del debito, che attualmente viaggia intorno a 132% del prodotto interno lordo.

Varrebbe del resto la pena di ripensare la normativa sull’equilibrio di bilancio: nel caso dell’Italia, gli investimenti pubblici equivarranno quest’anno a un modesto 2% del Pil, 0,6 punti percentuali al di sotto della media rispetto alla zona euro. Con un tasso di disoccupazione che resta intorno a 11% — di quesa mattina i dati Istat di aprile indicano 11,2% — sarebbe sensato concedere a Roma maggiore flessibilità sul fronte degli investimenti.

Se è vero che si possono usare i fondi pubblici anche in modo sbagliato, con un aggravio sul debito senza alcun beneficio di lungo termine, si tratta di richi gestibili.

Secondo gli analisti Mizuho, per esempio, gli investitori sul mercato dei governativi sono preoccupati più dalla bassa crescita che non dal disavanzo italiano. Bruxelles potebbe inoltre avere un ruolo di coordinamento degli investimenti, o in alternativa mettere a disposizione finanziamanti tramite un nuovo fondo da 30 miliardi di euro giusto al momento in fase di presentazione.

Il dossier più delicato è comunque quello migranti. Il numero uno della Lega chiede una modifica del Trattato di Dublino, che incoraggia profughi e migranti a fermarsi nel paese dove sbarcano con ricadute quindi particolarmente pesanti per un paese come l’Italia, la cui costa sul Mediterraneo supera i 7.000 chilometri.

L’Unione europea sta lavorando a una riforma delle regole sull’asilo ed è possibile si arrivi a una prima intesa anche nel Consiglio europeo di giugno. Particolarmente difficile sarà per i capi di Stato e di governo arrivare a un accordo sui tempi di permanenza nel paese di sbarco e su quelli della ‘ricollocazione’.

Se i vertici della zona euro saranno certamente attenti a non cedere alle richieste delle fazioni politiche più radicali, i costi di un mancato interento o di un nulla di fatto potrebbero essere più elevati. Se l’Italia dovesse lasciare la valuta unica l’Europa verrebbe economicamente ben più danneggiata e su complicherebbe molto anche la gestione dei migranti.

Questo il motivo per cui anche l’Unione europea deve fare la sua parte.

On Twitter twitter.com/Unmack1

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