May 29, 2018 / 8:39 AM / 5 months ago

Italia, dubbi su conti e aumento tassi con peggioramento saldo primario - Visco

ROMA, 29 maggio (Reuters) - Un peggioramento anche solo temporaneo della disciplina di bilancio potrebbe generare dubbi sui conti pubblici dell’Italia e inasprire le tensioni sui tassi, afferma il governatore di Bankitalia Ignazio Visco nelle considerazioni finali.

Con chiaro riferimento ai recenti sviluppi politici in Italia, e alle conseguenti tensioni sul mercato dei Btp, il governatore osserva che “un peggioramento del saldo primario, anche solo atteso, può generare timori sulla solidità dei conti pubblici e innalzare i costi di finanziamento per lo Stato”.

“Non sono le regole europee il nostro vincolo, è la logica economica” prosegue il governatore. “La difesa del risparmio, necessaria per sostenere la crescita economica, presuppone condizioni ordinate sui mercati finanziari. Queste dipendono dalla credibilità delle politiche volte a rinnovare la struttura dell’economia, ad accrescere la produttività, a mantenere sotto controllo la dinamica del debito pubblico”.

Secondo l’analisi di Bankitalia, se le tensioni sui mercati finanziari osservate negli ultimi giorni si riassorbiranno, andrà a ridursi, seppure leggermente, anche il costo medio del dedito pubblico italiano, in virtù del progressivo venire a scadenza di titoli di Stato emessi in passato a tassi più elevati rispetto a quelli attuali.

“Questo risultato sarebbe conseguito anche in presenza di una graduale normalizzazione della politica monetaria. A questo fine la condizione essenziale è conservare la credibilità del processo di consolidamento dei conti pubblici” afferma Visco.

Oggi lo spread con il Bund a 10 anni è balzato a 300 pb, più che raddoppiato da meno di due settimane fa. E il tasso del Btp a 2 anni, che misura il rischio più immediato, è salito al 2% da valori negativi sino a metà maggio.

Secondo il governatore il rapporto debito/Pil italiano, attualmente a quasi il 132% del Pil, potrebbe tornare sotto quota 100% in 10 anni “se venisse gradualmente conseguito un avanzo primario tra il 3 e il 4% del prodotto”, più elevato di circa due punti percentuali rispetto al livello attuale e “coerente con il sostanziale pareggio di bi bilancio al netto degli effetti del ciclo”.

Tale discesa, si sottolinea, potrebbe essere più rapida se il miglioramento dell’avanzo primario e il consolidamento e la prosecuzione delle riforme strutturali sostenessero la crescita e abbattessero il premio al rischio che grava titoli italiani.

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