May 23, 2018 / 4:06 PM / 3 months ago

SINTESI 1-Italia, no procedura su debito ma massima attenzione Ue a misure correzione

(Aggiunge in coda commento ministero Economia)

MILANO, 23 maggio (Reuters) - La Commissione europea non intende far scattare — come potrebbe in base all’articolo 126.3 del Trattato — la procedura contro l’Italia per eccesso di debito, ma non per questo trascura la massima rilevanza del problema.

Nelle raccomandazioni ‘country specific’ presentate oggi secondo la tabella di marcia del semestre Ue Bruxelles chiede a un’Italia formalmente ancora senza un governo di agire con concretezza per il rientro del debito intervenendo sul deficit strutturale, per arrivare a un avanzo primario — sempre in termini strutturali — che ne garantisca il decumulo.

Venendo al punto, la richiesta per l’anno prossimo è di un intervento di 0,6% sul deficit strutturale.

Confrontando le stime del Def licenziato a fine aprile, che si limita al quadro tendenziale ma non contiene alcun obiettivo programmatico, con quelle della Commissione pubblicate il 3 maggio scorso il deficit strutturale 2019 è dato dal governo a 0,4% (dopo 1% quest’anno) ma da Bruxelles — che ragiona in base alla legislazione vigente — a 2% dopo 1,7% nel 2018.

Scostamento quindi tutt’altro che trascurabile, tale da giustificare i toni anche abbastanza duri del testo delle raccomandazioni, in cui si parla della valenza sistemica dell’Italia in seno alla zona euro, dunque del richio di ricadute per l’intera unione monetaria.

Il documento di 11 pagine -- here -- si chiude con quattro raccomandazioni.

E’ la prima che contiene più nello specifico le richieste di finanza pubblica: la crescita nominale della spesa pubblica non sia superiore a 0,1% nel 2019, in modo da garantire un aggiustamento strutturale di 0,6% rispetto al Pil. Utilizzare le risorse disponibili per accelerare il processo di rientro del debito, spostare l’onere fiscale dal lavoro procedendo anche a una riforma del catasto ormai obsoleto, combattere l’economia grigia aumentando l’utilizzo dei pagamenti elettronici, abbassando la soglia sul contante.

Ma non soltanto: ridurre la spesa pensionistica per fra spazio ad altri esborsi sempre in campo sociale, e si pensi alle ipotesi di riforma della legge Fornero su cui Lega a Cinque Stelle starebbero lavorando.

Nella seconda si fa riferimento — è ormai quasi una tradizione — alla lentezza dei processi civili e alla necessità di snellire la macchina dell’amministrazione pubblica.

La terza e la quarta riguardano rispettivamente il decumulo delle sofferenze a bilancio delle banche, che deve procedere al ritmo attuale di pari passo alla riforma della legge sulle insolvenze, e la messa a punto delle necessarie riforme del mercato del lavoro.

Pochi minuti dopo la fine della conferenza stampa di Valdis Dombroskis e Pierre Moscovici sul nuovo documento Ue è arrivata da Roma la notizia che il Quirinale — dopo un paio di giorni di riflessione — ha convocato per il tardo pomeriggio Giuseppe Conte, il candidato ‘terzo’ su cui si Movimento Cinque Stelle e Lega hanno trovato un accordo per la presidenza del Consiglio.

Considerando la delicatezza del momento politico ma anche per semplice tradizione, la Commissione non commenta, si rifiuta di commentare qualsiasi “annuncio” riservandosi invece di intervenire sui “fatti” e soprattutto rimandando al testo del documento.

La traiettoria dei conti publici italiani, tiene a specificare il commissario Moscovici, deve muoversi all’interno del quadro tracciato dalla Ue.

“La Commissione non può e non deve commentare gli annunci, si pronuncerà sui fatti e sulle leggi... in ogni caso lavoreremo con il nuovo governo” risponde a chi gli chiede un commento sull’alleanza giallo-verde da cui sta per nascere il primo governo interamente ‘populista’ della zona euro.

“Detto questo, il debito italiano è un problema della massima importanza principalmente per i cittadini italiani necessita di una risposta credibile” aggiunge.

Diffusa in serata, una nota di Via XX Settembre dedicata al documento Ue prende atto delle riflessioni di Bruxelles ma chiude evidenziando che tra le raccomandazioni “non figura il ricorso a ulteriori misure di correzione dei conti pubblici da adottare nel corso del 2018”.

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