May 18, 2018 / 8:59 AM / 5 months ago

Contratto M5s/Lega: ricorso limitato a deficit, niente esclusione titoli Bce da debito/pil

ROMA, 18 maggio (Reuters) - Ricorso “appropriato e limitato” al deficit e nessuna esclusione dal calcolo del rapporto debito/pil dei titoli di Stato comprati dalla Banca centrale europea nell’ambito del quantitative easing.

Il contratto di governo ufficiale fra Lega e Movimento cinque stelle, pubblicato sul blog del Movimento e sottoposto al voto fino alle 20,00 di oggi sulla piattaforma Rousseau, sfuma alcune delle proposte che più hanno alimentato i timori sul mercato nell’ultima settimana.

Il contratto conferma l’esigenza di tornare “all’impostazione pre Maastricht” e l’esigenza di “rivedere, insieme ai partner europei, l’impianto della governance economica europea (politica monetaria unica, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal compact, MES)”.

Tra gli obiettivi del nascente governo figura “l’adeguamento della regola dell’equilibrio di bilancio, che rende oggettivamente impossibile un’efficace azione anticiclica dello Stato”.

Per quel che riguarda più nello specifico la finanza pubblica, Lega e M5s scrivono che il finanziamento delle proposte contenute nel contratto avverranno “attraverso il recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi, la gestione del debito e un appropriato e limitato ricorso al deficit”.

“Al fine di consolidare la crescita e lo sviluppo del Paese riteniamo necessario scorporare la spesa per investimenti pubblici dal deficit corrente in bilancio, come annunciato più volte dalla Commissione europea e mai effettivamente e completamente applicato”.

È confermata anche l’introduzione dei minibot, qualificati “come titoli di Stato di piccolo taglio, anche valutando nelle sedi opportune la definizione stessa di debito pubblico”.

Al posto della Flat tax, il contratto prevede ora “due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie”. Per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000 euro sulla base del reddito familiare. Scompare quindi l’aliquota unica al 15% per le società.

Il contratto definisce inoltre opportuno instaurare una “pace fiscale” con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica.

“Esclusa ogni finalità condonistica, la misura può diventare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà ed il primo passo verso una ‘riscossione amica’ dei contribuenti”.

Sul fronte pensionistico, è confermata la possibilità di ritirarsi dal lavoro con quota 100, cioè la somma di età anagrafica e contributi versati, così come lo stanziamento di 5 miliardi per il pensionamento di “categorie ad oggi escluse”.

Le politiche del lavoro prevedono l’introduzione di un salario minimo orario e il “contrasto della precarietà causata anche dal jobs act del governo Renzi.

Il capitolo ‘costi della politica’ prevede la drastica riduzione nel numero dei parlamentari, che a regime saranno 400 deputati e 200 senatori.

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