March 7, 2018 / 10:04 AM / 8 months ago

Telecom punta a tornare alla cedola in arco piano e apre a discutere con fondo Elliott

MILANO, 7 marzo (Reuters) - Telecom Italia punta a tornare a distribuire dividendi nell’arco del piano, quindi entro il 2020, anche se al momento non c’è ancora un progetto di pay out approvato, ritiene strategiche Tim Brasil e Inwit e dà il benvenuto all’ingresso nell’azionariato al fondo Usa Elliott con cui discuterà prossimamente.

Parlando con i giornalisti, nel commentare il piano strategico triennale, il Ceo Amos Genish ha definito “un giorno storico” la decisione assunta ieri dal Cda di avviare il processo di societarizzazione della rete fissa “che porterà un aumento di valore per il Paese e Tim e tutti gli azionisti beneficeranno della separazione della rete che porterà più trasparenza”.

Nella tarda serata di ieri Tim ha alzato il velo sul piano triennale targato Vivendi che punta ad accelerare la generazione di cassa, ad aumentare il ritorno per gli azionisti e a diventare un maggiore player nel digitale, cogliendo nuove opportunità di crescita anche fuori dal core business.

Alla domanda sull’ipotesi di tornare alla cedola, Genish ha confermato che per il 2017 ci sarà solo quella per le azioni di risparmio, mentre per il futuro “non ne abbiamo ancora discusso né approvato il pay out sul piano triennale, ma se riusciremo a centrare le guidance i coefficienti dovrebbero migliorare quest’anno, nel 2019 e 2020, e (quindi) saremo in grado di prendere in esame il pagamento dei dividendi negli anni a venire”.

Per quanto riguarda l’eventualità di convertire le azioni di risparmio in ordinarie, il numero uno di Tim si è limitato a dire: “Penso che che se ne discuterà, ma per il momento non se ne è parlato”.

Diverse le domande sul recente ingresso del fondo Elliott con una quota del capitale ordinario sotto il 5%. Il fondo attivista punterebbe alla sostituzione di alcuni membri del board con consiglieri “nuovi, pienamente indipendenti e altamente qualificati”. Oggi la stampa parla più esplicitamente della volontà di revocare i 5 amministratori non indipendenti nominati da Vivendi, l’azionista di riferimento di Telecom.

“Sull’ingresso di Elliott abbiamo letto e non possiamo che dare il benvenuto a eventuali azionisti che entrano nella società. Accogliamo favorevolemnte dialoghi costruttivi”.

Incalzato dalle domande, il Ceo ha poi precisato che “sono disposto a sedermi a un tavolo con loro per capire cosa vogliono cambiare. Aspettiamo un feedback su quello che abbiamo presentato al mercato e non abbiamo ricevuto da Elliott indicazioni che non siano soddisfatti del piano”.

Nessun commento sull’ipotesi di cambiare la governance. “Bisogna essere più specifici e parlarne con l’azienda”, ha detto, evidenziando che sicuramente diranno qualcosa in occasione della prossima assemblea degli azionisti.

Sulle società controllate Genish ha ribadito che Tim Brasil resta un asset strategico e ha “driver di crescita significativi in modo stand alone. Discussioni vanno avanti per un possibile consolidamento sul mercato brasiliano, ma non è il momento giusto ed è troppo presto parlare di consolidamento con Oi”.

Anche Inwit, controllata al 60% da Tim, “fa parte del business principale del gruppo per il momento e il balzo del titolo è legato a risultati eccezionali e solidissimi”, rispondendo così all’ipotesi circolata sul mercato di possibile vendita di ulteriori quote da parte di Tim.

Quanto a Persidera, il Ceo ha detto che non ci sono cambiamenti fondamentali: “Va avanti la due diligence con il fondo I Squared e nei prossimi 10 giorni potrebbe esserci l’offerta vincolante”. Tim ha lasciato decadere i termini dell’offerta di F2i-Raiway e ha deciso di mettere la partecipazione del 70% in un trust in attesa di vedere come procede il processo di vendita, con l’obiettivo di spuntare un’offerta migliore.

Relativamente all’ipotesi di creare una joint venture con Canal Plus, l’AD ha detto che il progetto è sospeso.

Infine, un commento sulla trattativa con i sindacati sull’uscita di 7.500 persone da realizzare con i prepensionamenti previsti dalla Legge Fornero o esodi incentivati.

Genish ha detto che “vede una riduzione dei dipendenti full time negli anni a venire, ma non abbiamo esuberi o licenziamenti e cerchiamo di raggiungere un rapporto costruttivo con i sindacati”.

(Giancarlo Navach)

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