September 11, 2017 / 10:39 AM / 9 months ago

PUNTO 2-Italia, produzione luglio tiene meglio attese, buon auspicio per Pil trim3

    * Crescita 0,1% su mese, su anno 4,4% (consensus -0,3% su
mese,+3,8% su anno)
    * Rientra produzione energia dopo balzo giugno, ma bene
manifattura
    * Spinta domanda interna ed estera prevale su euro forte
    * Grafici sull'economia italiana tmsnrt.rs/2bxVe8n
    * Produzione industriale, raggruppamenti principali
industrie             
    * Produzione industriale variazioni percentuali per settori
            

 (Aggiunge commento)
    di Elvira Pollina e Antonella Cinelli
    MILANO/ROMA, 11 settembre (Reuters) - La produzione
industriale italiana ha segnato una debole crescita
congiunturale a luglio, rallentando per effetto della
contrazione della componente energetica, balzata il mese
precedente per un picco del caldo.  
    L'andamento della produzione si è rivelato comunque migliore
delle attese ed ha nella crescita della fabbricazione dei
macchinari la nota probabilmente più positiva, nell'ottica della
tanto auspicata ripartenza degli investimenti.
    Nel dettaglio, secondo i numeri resi noti stamane da Istat,
la produzione a luglio è cresciuta di 0,1% su mese dopo il balzo
di 1,1% segnato a giugno, mentre la mediana delle attese degli
economisti prospettava una contrazione di 0,3%. 
    In Germania a luglio la produzione industriale ha registrato
una variazione mensile nulla              mentre in Francia
l'espansione congiunturale è stata di 0,5%             .
    Tornando ai dati italiani, su base annua, la produzione è
cresciuta di 4,4% da 5,2% del mese precedente, mentre il
consensus prospettava una crescita di 3,8%. Nella media dei
primi sette mesi dell’anno è aumentata del 2,6% rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente.
    "La componente negativa sui dati mensili italiani è tutta da
attribuire al rientro dell'energia dopo il balzo di giugno
legato al caldo anomalo. La notizia più positiva arriva dalla
crescita delle attività manifatturiere", commenta Loredana
Federico, economista di UniCredit. 
    "La sorpresa verso l'alto è tutta concentrata nella
produzione manifatturiera", scrive in una nota l'economista di
Barclays Fabio Fois, che parla di numeri "promettenti". 
    Se la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria ha
infatti subito una contrazione mensile di 4,6%, la produzione
delle attività manifatturiere è cresciuta di 0,5% su mese. 
    In particolare, inoltre, Paolo Mameli, economista di Intesa
Sanpaolo, rileva come "all'interno del manifatturiero, la
fabbricazione di macchinari e attrezzature è il settore che va
meglio (+3,5% su mese) e questo è di buon auspicio per gli
investimenti".
    In una nota a commento dei numeri Istat, l'Unione dei
consumatori ricorda che la produzione industriale italiana resta
inferiore del 16,9% rispetto a luglio 2007 ma segnala come a
luglio di quest'anno per la prima volta uno dei raggruppamenti,
quello dei beni di consumo non durevoli, abbia superato i
livelli pre-crisi (+1,3%). 
    
    BUON AUSPICIO PER PIL 
    Nel complesso, a detta degli economisti, il dato odierno
della produzione industriale, che è il primo indicatore 'hard'
relativo al periodo luglio-settembre, appare di buon auspicio
per l'andamento del Pil nel terzo trimestre.
    "Se la produzione industriale restasse ferma ad agosto e a
settembre, crescerebbe su base trimestrale di 1,1%. Ipotizzando
un contributo positivo dei servizi, grazie anche al turismo,
l'andamento del Pil nel trimestre estivo non dovrebbe
discostarsi troppo da quello degli ultimi trimestri", ragiona
Mameli.
    Nel secondo trimestre il Pil ha mantenuto un ritmo di
espansione di 0,4%, lo stesso osservato nei primi tre mesi
dell'anno. 
    L'espansione del Pil acquisita a fine giugno (pari a 1,2%) è
già superiore a quella messa in conto per l'intero 2017 ad
aprile dal governo, che nelle prossime settimane dovrebbe
migliorare la stima di crescita sull'anno in corso a 1,4-1,5% da
1,1%. Si tratterebbe del risultato migliore dal 2010.
    UniCredit al momento indica una crescita di 1,3%, mentre
Intesa stima un +1,4%. "Se c'è qualche rischio sul Pil al
momento -- dice Mameli -- è verso l'alto". 
    
    SPINTA DOMANDA PREVALE AL MOMENTO SU EURO FORTE
    Nelle attese degli addetti ai lavori l'industria dovrebbe
contribuire positivamente all'andamento dell'economia nella
seconda parte dell'anno.
    Il recente apprezzamento del cambio euro/dollaro       , che
la settimana scorsa ha testato area 1,21, ai massimi da gennaio
2015, "rappresenta sicuramente un rischio da monitorare per la
produzione", avverte Federico, ma al momento "è compensato dalla
spinta che arriva dalla domanda".
     "Secondo le nostre stime il rafforzamento dell'euro 
portrebbe avere un impatto che si vedrà però più avanti. Al
momento però prevale l'effetto domanda. Alla ripresa
dell'attività contribuiscono gli ordini domestici e non solo
quelli esteri, e comunque anche per le imprese esportatrici
l'incremento della domanda dall'estero prevale sull'effetto
cambio", commenta Mameli. 
    "D'altra parte -- prosegue l'economista -- se questo livello
del cambio si mantenesse, a distanza di qualche mese si potrebbe
vedere un impatto. È uno dei motivi per cui in termini
congiunturali vediamo un piccolo rallentamento del Pil nel terzo
trimestre (a +0,3% da +0,4% del trimestre precedente), mentre
per l'anno prossimo prevediamo una crescita più contenuta
(+1,1%) rispetto a quella di quest'anno".
    
     
    
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